Fondi strutturali 2014-2020, Boccardo: “Soldi spesi ma senza ricadute di qualità”

Al 31 dicembre 2022 il nostro Paese ha certificato alla Commissione Europea una spesa pari a 35 miliardi di euro (il 54%), del totale delle risorse assegnate per il periodo 2014-2020 (circa 64,9 miliardi di euro dopo la riprogrammazione di REACT-EU).

Questo significa che, seppur tutti e 51 i programmi hanno superato il “target di spesa” per il 2022, entro la fine del 2023, quando si chiuderà definitivamente questo ciclo di programmazione, restano da spendere complessivamente ancora 29,9 miliardi di euro.

È quanto emerge da un’elaborazione della UIL Servizio Politiche del Lavoro, Coesione e Territorio, sul monitoraggio della spesa rendicontata dei Fondi Strutturali Europei e di Investimento Europei per il 2014-2020 analizzando i dati che si riferiscono al Fondo Sociale Europeo (FSE), e al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). 

“Se dovessimo leggere le percentuali, dichiara Tecla Boccardo, il Molise, titolare del Programma plurifondo, è in linea con le percentuali nazionali, siamo però di fronte a un’attività di spesa che procede troppo lentamente e non produce benefici: in 9 anni il Molise ha speso solo il 67% ed entro un anno dovrebbe spendere il restante 33%. 

Se guardiamo nei fatti, poi, le somme finora rendicontate non hanno prodotto nuovo sviluppo né i risultati attesi e necessari.

Spendere non significa necessariamente buona spesa. E non lo dice la UIL ma, ad esempio, i dati statistici sulla qualità della vita che vedono i nostri territori scendere di anno in anno, tranne che in qualche eccezione, agli ultimi posti nelle classifiche nazionali.

Ecco, quello è un dato che guardiamo perché racchiude offerta sanitaria, trasporto pubblico, servizi ai cittadini, assistenza alle categorie in difficoltà, condizioni di vita nelle aree interne, opportunità imprenditoriali.

Dunque, quanto speso non ha risposto alle esigenze dei molisani e del territorio che continua a spopolarsi.

Quella dei fondi comunitari e nazionali è sempre un’occasione da cogliere perché permette di potenziare e finanziare, oltre che iniziative per i cittadini, le imprese per interventi diretti nei settori della ricerca e dell’innovazione, delle telecomunicazioni, dell’ambiente, dell’energia e dei trasporti. È necessario accelerare la spesa, ma non spendere tanto per spendere, bensì concentrare le risorse su pochi obiettivi realizzabili e soprattutto sul lavoro di qualità per i giovani e le donne. 

Il prossimo 31 gennaio a Campobasso, annuncia la Segretaria UIL, approfondiremo alla presenza della nostra Segretaria Confederale Ivana Veronese, e dei funzionari dei servizi competenti, lo stato dell’arte e le ricadute sul territorio del PNNR in complementarietà con i fondi europei, con l’intento di elaborare una nostra, ennesima, proposta, che indirizzeremo alla politica.

 Queste risorse ancora da utilizzare possono proiettare il Molise verso uno sviluppo complessivo, maggiore attrattività e competitività che producano lavoro e ricchezza per l’intera regione, conclude la sindacalista.

Sanità senza Prestazioni.

“Di fronte ad una situazione drammatica come quella della sanità pubblica, in affanno per le carenze di personale e per l’emergenza del 118, la gestione commissariale nuovamente blocca le prestazioni sanitarie dei privati che in questo delicato momento potrebbero essere di supporto agli ospedali pubblici per curare i nostri malati”.

Così la segretaria della UIL, Tecla Boccardo.

“Assistiamo invece alla limitazione anche delle terapie salvavita e di ogni altra prestazione che potrebbero offrire le strutture private convenzionate.

Piuttosto che chiedere il loro aiuto per sopperire alle oggettive carenze del pubblico, si è scelto di non offrire opportunità di cura ai molisani, bloccando le attività di tutte le strutture private per il 2023, con una clausola capestro per i privati, per la quale senza la firma dei contratti per il 2022, non potranno operare in convenzione. In sostanza una scelta che si dimentica di chi soffre, che non tiene conto delle necessità di cura dei malati, ma che ancora una volta mette al centro delle scelte non la dignità e il diritto della persona di essere curati, ma logiche che nulla hanno a che fare con il dovere e la responsabilità di garantire i servizi sanitari ai molisani. Una modalità che è in contrapposizione con la stessa sospensiva decretata dal Tar che aveva già sospeso il DCA n.35 del 2022.

Un inaccettabile modo di agire, oltretutto promanato dalle indicazioni di una struttura burocratica creata senza il rispetto delle norme e contrattuali che abbiamo provveduto a contestare.

Mentre si chiudono reparti e strutture per assurde contrapposizioni di potere è a rischio la vita dei molisani. Facciamo qualche esempio: per quelle prestazioni oncologiche, radioterapiche, neurologiche o ortopediche ed oculistiche, non garantite dal pubblico, ma assicurate dai privati, cosa succederà?

I pazienti molisani che non possono avere accesso a cure tempestive negli ospedali pubblici della regione e non potranno andare dai privati, cosa dovranno fare, dove andranno?

Assisteremo alla migrazione dei malati, con costi aggiuntivi a carico della Regione a causa della mobilità passiva. Con questa cecità gestionale non si va da nessuna parte e si mette a rischio la vita dei molisani. La Uil Molise, per questo motivo, ha chiesto formalmente con una nota del 31 dicembre l’intervento urgente del Governo: bisogna subito fare qualcosa, bisogna rimuovere dal Molise la gestione commissariale fallimentare, bisogna difendere il diritto alla tutela della salute dei molisani! conclude Boccardo.

2022 verso la fine, Boccardo: “Anno difficile per le categorie più fragili”

Questo che si sta per concludere è stato certamente un anno complicato per lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati. Per quanto possa sembrare una frase fatta, purtroppo è una constatazione oggettiva, dettata dai numeri e dalle statistiche.

Il nostro Molise, nonostante una parziale ripresa post pandemia, ha sofferto tanto, indistintamente su tutti i settori, con posti di lavoro persi nel corso dell’emergenza sanitaria e soltanto parzialmente recuperati negli ultimi mesi.

Purtroppo chi ha pagato il prezzo più alto di questo deficit non rimediato sono state, al solito, le categorie più fragili come precari, autonomi, dipendenti di piccole imprese, somministrati, artigiani.

E se il lavoro è calato in quantità e qualità, i servizi ai cittadini sono precipitati, su tutti: trasporti pubblici e sanità, che ci relegano agli ultimi posti di qualsiasi graduatoria.

Purtroppo non siamo riusciti a mettere a sistema e sfruttare le risorse del PNRR se non in qualche occasione, dove autonomamente amministratori o soggetti privati hanno deciso di concorrere e aggiudicarsi qualche risorsa.

Dobbiamo sperare che il prossimo anno, con il PNRR a terra e la fine (speriamo) degli effetti della pandemia, sia quello della vera ripresa, ma ciò può accadere soltanto partendo dal lavoro, quello vero, di qualità. In Italia la precarietà è insostenibile, con il 50% delle nuove assunzioni precarie, con durate addirittura settimanali, che ci rende il Paese europeo con la più alta percentuale di lavoro temporaneo.

Non è possibile pensare al futuro in queste condizioni e con questi presupposti!

E anche per chi un lavoro lo ha, riscontriamo le legittime preoccupazioni legate all’inflazione e al caro energia, che erodono salari e pensioni.

Allora dobbiamo ripartire da questo scenario e da lunedì, che è 2 gennaio, come UIL saremo già pronti a dare il nostro contributo a tutti: politica, parti sociali, istituzioni.

Nonostante le tante difficoltà che impegnano e angosciano un po’ tutti, il sindacato continua a essere un punto di riferimento per sempre più persone che decidono di darci fiducia. A confermarlo i dati certificati dei Ministeri che vedono le sigle confederali essere sempre alla guida della rappresentanza praticamente in tutti i settori, con la nostra UIL che cresce in termini di iscritti e di RSU.

Un dato che inorgoglisce ma che ci chiama ogni giorno a un forte lavoro accanto a chi ci investe di questa responsabilità.

E in Molise, la Confederazione, tutte le categorie e i servizi, si faranno trovare pronte a raccogliere le istanze e le sfide di un 2023 che dobbiamo rendere l’anno della ripresa. I molisani lo meritano.

Manovra finanziaria: anche in Molise si scende in piazza!

“Il 15 dicembre tutte le categorie della UIL, del settore pubblico e di quello privato, si mobiliteranno per dire NO a una manovra iniqua, che non ci è piaciuta sin dall’inizio. Speravamo in qualche apertura in più nell’ultimo incontro con il Governo, ma purtroppo su salari, pensioni, precariato e fisco non si sono riscontrate aperture”. Così la Segretaria generale della UIL, Tecla Boccardo.

 “Quali potrebbero essere i risvolti di una simile manovra in una regione come il Molise? In un territorio dove manca il lavoro, ad esempio, incentivando l’utilizzo dei voucher portandoli addirittura fino a 10.000 euro all’anno, significherebbe offrire un assist a quanti non vogliono creare lavoro stabile e tutelato. Si pagheranno meno i lavoratori e non si applicheranno i contratti, aumentando il rischio povertà e del caporalato.

E poi, la flat tax ipotizzata, secondo un nostro studio stima la differenza di imposizione fiscale tra autonomi con un fatturato di 85 mila e pensionati e dipendenti con un reddito equivalente, dell’800%: fino a 27 mila euro di Irpef in meno.

Una differenza spropositata!

 Questa manovra va cambiata. Il Governo sta scegliendo la strada sbagliata per affrontare i problemi concreti delle persone e ci opporremo convintamente a queste scelte. Chiediamo maggiore attenzione per i precari che non vedono nessun intervento che migliori le loro condizioni o incentivi su stabilizzazioni e decontribuzioni.

Per i pensionati, per le donne, lavoratrici e lavoratori che hanno bisogno di segnali concreti sulle loro pensioni e sulle buste paga, nessun intervento degno di nota.

 Non possiamo restare in silenzio dinanzi a questa manovra, che non ci piace affatto. Dalle 11:00 del 15 dicembre, annuncia la leader della UIL molisana, saremo tanti, a manifestare a Campobasso, in Piazza Prefettura, per dar voce ai più deboli, a quanti speravano e sperano ancora in interventi che possano migliorare la loro quotidiana condizione di vita, ma che oggi non possono sperare in nulla se gli interventi del Governo resteranno quelli annunciati.”

Molise primato dei residenti AIRE. Boccardo: “Possiamo invertire questa tendenza?”

Il Molise ancora una volta registra un primato che fa male al Molise! È al primo posto in termini percentuali seguito dalla Basilicata e dalla Calabria, con oltre il 31%, dei residenti all’estero, cioè iscritti all’Aire, (l’anagrafe dei cittadini italiani all’estero), centinaia in più rispetto allo scorso anno. (92.491 su 296.547, pari  31, 2% contro una media nazionale del 9,5% – Rapporto Migrantes 2021)

Un fenomeno in costante e inarrestabile aumento dietro il quale ci sono varie ragioni legate al fatto che si tratta di territori meno sviluppati.

La Segretaria della della Uil Boccardo torna sull’argomento ancora una volta amareggiata :“Ogni anno mi ritrovo a dover esprimere indignazione perché la nostra terra riesce ad ottenere primati solo in situazioni negative.

L’unica Italia che cresce demograficamente è quella che mette radici oltre confine, senza fare ritorno.

Una percentuale alta, vicina al 10% riguarda i giovani, formati nel nostro sistema scolastico pubblico, e quindi con un grande investimento in termini economici e sociali, sempre più spesso sono laureati.

La recessione amplificata dal Covid  ha cancellato sogni, amplificato vulnerabilità, acuito le disuguaglianze sociali e territoriali. I nostri ragazzi vanno via con  coraggio , con voglia di futuro , sicuri dell’incapacità di forgiarlo in un territorio che non ha prospettive per loro…MORTO.

E’ essenziale, a mio avviso, comprendere che essere Expat delle volte è un privilegio che non tutti possono permettersi, anche perché quelli che vanno spesso fanno mestieri fuori che magari non farebbero qui, vi siete mai chiesti perché si vada via ugualmente?

E’ presto detto, intanto perché i salari ad ogni modo non sono gli stessi, qui il lavoro è spesso un lavoro povero perché sottopagato, part-time, precario, sfruttato o a nero.

Dunque il punto chiave è cambiare il mondo del lavoro, eliminare tutte le forme contrattuali a tempo determinato e precario, come è stato fatto già in Spagna, i nostri giovani hanno bisogno di garanzie lavorative,  nel pubblico o nel  privato che sia. Non si può sentire che c’è qualcuno che offre 400 euro al mese per 12 ore di lavoro al giorno., pagateli i giovani e accetteranno di restare in Italia.

Promuovere la contrattazione collettiva delle retribuzioni è il primo passo per garantire condizioni di vita  e salari minimi dignitosi.

Perché in fondo l’unica cosa che spinge tutti quanti a lasciare i propri affetti è la necessità di stabilità.

La nostra Organizzazione si batte da tempo immemore per cambiamenti radicali, burocrazia snella e agevole, offerta lavorativa vera, meritocrazia e riconoscimento professionale.

C’è urgenza di politiche del lavoro nuove ed efficaci.

Confidiamo nel nuovo percorso intrapreso dalla politica nazionale, conclude Boccardo, sperando che anche quella regionale si ravveda e offra maggiori opportunità ai nostri giovani, ai disoccupati e alle donne, affinché si passi dalle promesse ai fatti, perché i nostri giovani meritano condizioni politiche e sociali migliori.”

Boccardo, UIL: “I dati confermano il disastro molisano!”

Un primato e senza soluzione! 

Il rapporto annuale sulla qualità della vita vede ancora una volta il Molise fare sempre più passi indietro,  sia in provincia di Campobasso che Isernia, mai un passo avanti.

Così la segretaria della UIL Molise, Tecla Boccardo.

La nostra regione è un malato terminale con una politica incapace di curarlo! 

Pessimi i risultati praticamente in tutti i settori:  è in fondo alle classifiche a livello nazionale per reddito e ricchezza, Campobasso passa dalla posizione 78 all’ 81, mentre va meglio a Isernia che si piazza al 75esimo posto.

Ma è soprattutto per l’offerta sanitaria pubblica che crollano i dati e che a causa delle vergognose  decisioni contenute nella nuova proposta del POS , continueranno a peggiorare a danno dei molisani, dei malati, dei lavoratori e delle strutture sanitarie, sia pubbliche  che private.

Prosegue la sindacalista: “La cosa che più mi indigna è che le criticità sono sempre le stesse eppure di anno in anno anziché risolverle la situazione crolla inesorabilmente. 

L’Italia è spaccata in due e nel nostro sud si retrocede solamente. Il Molise soffre per tantissime problematiche:  dalle infrastrutture vetuste, al lavoro povero, piuttosto che i servizi pubblici inesistenti come sanità, trasporto pubblico, formazione… 

Parliamo di un territorio con delle potenzialità  immense ma che invece viene relegato dalla cattiva amministrazione agli ultimi posti di qualsiasi graduatoria. 

Cosa fanno altrove per scalare addirittura la classifica?

 Continua Boccardo  “La politica del fare, almeno provarci,  sarebbe già un segnale forte. Qui i nostri giovani sono costretti ad emigrare, lo stato economico, sociale e produttivo è in grande difficoltà e nessuna soluzione si vede all’orizzonte.

Io e la nostra Organizzazione continueremo a batterci per denunciare, manifestare e cercare soluzioni concrete affinché si riescano ad eliminare le diseguaglianze che per incapacità politica i Molisani sono costretti a sopportare e pagare sulla propria pelle”.

POS Regione Molise: UIL e UILFPL “Sembra di essere ancora succubi dei tavoli romani”

Cominciamo con un nostro primissimo giudizio: Un POS che taglia reparti, che non crea la rete tra le infrastrutture esistenti pubbliche private ed accreditate, raggiunge un solo risultato: taglia servizi e incrementerà il debito.

 Un POS fallimentare che non ci piace, in linea a un altro fallimento che è quello del commissariamento della sanità, da sempre.

Non si delinea, a distanza di mesi ormai, quella riorganizzazione strutturale che è l’ultima strada che potrà salvare il nostro sistema sanitario.

 E rispetto alla condivisione dei percorsi, l’unica cosa che è cambiata con il nuovo Commissario è stata la concessione di un’audizione, che però non ha modificato nulla rispetto le precedenti gestioni.  

Ancora una volta: non saranno garantiti i Lea, non sarà creata una vera rete per l’emergenza, non sono previsti investimenti per rendere attrattivo il sistema all’esterno, ma in programma solo tagli che faranno aumentare la mobilità passiva e quindi la spesa.

 Ma la cosa che più rammarica è che, neppure questa volta, saranno garantiti i diritti basilari di chi paga tasse tra le più alte d’Italia.

 Ai Molisani va detto come si spendono i soldi, cosa funziona e cosa si vuol cambiare, quanto costa questa gestione (fallimentare) commissariale, quanto ci costa la mobilità passiva.

Tutti sappiamo che i problemi vengono da lontano, che la sanità per troppo tempo è stato serbatoio di clientele elettorali e quindi è stata gestita solo come sistema economico e di prebende, senza interventi tesi all’efficienza.

 Entreremo nel merito, puntualmente, nei diversi aspetti del POS, sia per tenere alta l’attenzione sui servizi al cittadino, sia per difendere i nostri lavoratori, spesso incolpati ingiustamente delle lacune del sistema.

Programma GOL, Molise ultimo nell’attuazione. Boccardo: “Uno degli ultimi treni e si sta allontanando”

E’ stato pubblicato dall’ANPAL il primo monitoraggio aggiornato a settembre sul Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), che ha l’obiettivo di offrire percorsi personalizzati di politica attiva a persone in cerca di occupazione e percettori di reddito di cittadinanza, di ammortizzatori sociali, lavoratrici/tori fragili o vulnerabili, e working poor.

In Molise, circa 3.000 sono i potenziali beneficiari.

“In Molise, sottolinea Boccardo, siamo ben distanti dalle medie nazionali, con dei dati davvero preoccupanti rispetto alle attività condotte.

Su una media italiana di quasi il 60% di partecipanti alle attività, la nostra Regione è ultima al 2,9%, con appena 44 presi in carico, a fronte dei 1530 che il target PNNR impone. Basti pensare che la penultima, Bolzano, è quasi al 22%!

Per quanto possiamo comprendere delle difficoltà ataviche e strutturali, davvero il divario è esagerato tanto che Anpal, testualmente afferma “L’unica Regione invece in cui i beneficiari raggiunti da GOL sono in numero trascurabile è il Molise, cui comunque è attribuito meno del 3% del target nazionale”.

Dunque, se il target PNRR su base nazionale dei 300 mila raggiunti dal Programma che dovrebbe essere conseguito entro la metà di ottobre, appare difficile che ciò avvenga in Molise, perlomeno alle condizioni attuali.

 GOL, prosegue la leader UIL, potrebbe essere una misura davvero strategica per il futuro di centinaia di persone, proprio perché rivolta alle categorie più deboli. Una misura abbondantemente finanziata, ma qualora le cose si faranno!

Come noto, le risorse del PNRR sono erogate solo ad attività svolte e oggi il Molise non può ambire praticamente a nulla se non cambia marcia. E parliamo di quasi 4 milioni e mezzo di euro!

Non possiamo certamente addossare colpe ai dipendenti, pochi e molti precari, che si arrabattano tra uffici chiusi e sistemi informatici obsoleti che pagano l’assenza di programmazione.

 Serve sterzare, sono risorse troppo utili per non approfittarne. E allora, rimettere mano ai Centri per l’Impiego, coinvolgere ove necessario il sistema della formazione professionale, portare a termine le procedure concorsuali avviate, stabilizzare i precari e rinnovare i contratti in scadenza ai navigator.

 Conclude Boccardo: “Senza personale qualificato, anche con la migliore gestione possibile, non si va da nessuna parte. Tutte le regioni su questo si sono attrezzate e i risultati si vedono. Speriamo che anche in Molise, terminata la campagna elettorale, si rimetta mano a uno dei servizi più utili per la collettività, ma spesso trascurato, puntando a raggiungere gli obiettivi che sono prima di tutto sociali.”

A rischio prestazioni sanitarie salvavita, Boccardo: “Intervenire immediatamente e con decisione”

“La notizia che ci arriva dal Gemelli Molise ci lascia sgomenti.” È lapidario il commento della leader della UIL molisana, Tecla Boccardo.

 “È inaccettabile che l’unico centro che effettua prestazioni di radioterapia a favore di malati oncologici in Regione non disporrà a breve di un budget sufficiente per poter offrire prestazioni salvavita. La Struttura commissariale si assuma la responsabilità, i Molisani non possono morire e hanno diritto alle cure nella loro regione, quella che fa pagar loro tasse tra le più alte d’Italia! È una vergogna, non ci sono altre parole.

 Stando a quanto anticipato dai vertici della Società, dunque, dal mese prossimo, quanti già vivono una condizione di vita difficile a causa di una patologia oncologica dovranno recarsi fuori regione per ricevere cure adeguate, con sacrifici enormi, che si aggiungono al loro calvario quotidiano.

 E tutto questo creerà ulteriori costi che comunque graveranno sul nostro sistema sanitario a causa di quella che sarà una sempre crescente mobilità passiva. E come se non bastasse, abbiamo ascoltato dalle dichiarazioni rese dalla Struttura che anche le prestazioni di cardiochirurgia sono a rischio interruzione, a breve.

Un costo sociale ed economico drammatico: ma chi paga? Di chi sono le responsabilità?

 Tutto ciò, comunque, è frutto dell’assenza di programmazione e di un adeguato piano dei fabbisogni che tenga conto almeno dell’essenziale.

Intanto, rispetto a questo allarme lanciato dalla struttura Gemelli, l’operato della Struttura commissariale sarà inqualificabile qualora non si porrà rimedio a questa situazione incredibile e scandalosa immediatamente.

 Ci auguriamo, conclude Boccardo, che nella programmazione del futuro verrà messa al primo posto la persona e i suoi diritti per non trovarci tra qualche anno un ulteriore debito da pagare nei confronti delle Regioni che avranno assistito i nostri pazienti.

 Oltre al danno -ENORME- la beffa!

Rincari luce e gas, Tecla Boccardo: “Anche la regione faccia la sua parte con aiuti a imprese e famiglie”

Mentre infiamma la campagna elettorale anche in Molise, tra visite, comizi e apparizioni, la situazione economica e sociale dei molisani va sempre più peggiorando. E da quello che sentiamo dire rispetto agli imminenti aumenti dei costi delle materie prime, andrà a inasprirsi se non si interviene immediatamente e con azioni concrete, a ogni livello, essendo sempre più a rischio reddito e occupazione.

Questo l’allarme che lancia la Segretaria generale della UIL Molise, Tecla Boccardo.

La crisi e il caro bolletta mordono alle caviglie delle persone, assistiamo a sempre più sospensioni di attività produttive con lavoratori spedititi in cassa integrazione o a cui viene ridotto l’orario di lavoro, con il conseguente taglio degli stipendi.

Uno studio della UIL evidenzia che nonostante le misure statali messe in campo, il 40% della perdita del potere d’acquisto degli stipendi dei lavoratori non si riesce a recuperare e sempre meno saranno i soldi a disposizione per le famiglie.

E con l’inverno alle porte, cresceranno le difficoltà a cui decreti e bonus una tantum non daranno più risposte adeguate.

Pure la politica regionale, prosegue la sindacalista, la smetta di concentrarsi solo sulla campagna elettorale e si adoperi su azioni e interventi immediati da introdurre, magari attraverso un piano straordinario per le famiglie e un reale sostegno alle imprese.

Immaginiamo, ad esempio, quanto sia e sarà sempre più difficile per le attività particolarmente energivore, evitare il tracollo finanziario e il relativo rischio chiusura, con annessa perdita di posti di lavoro. Si concretizzi allora un piano di aiuti con bonus ed incentivi per sostenere tutti, famiglie e imprese, con agevolazioni e contributi straordinari, con finanziamenti agevolati e incentivi per l’efficienza energetica che vadano ad affiancarsi agli interventi nazionali.

 Leggiamo altrove di agevolazioni fiscali, come la detrazione dell’addizionale regionale IRPEF per le persone con redditi medio bassi messa in campo dalla regione Lazio, o l’Umbria che ha attivato un bonus in forma di prestito per il pagamento delle utenze scadute di luce e gas per le famiglie in gravi difficoltà economiche.

E si guardi anche in prospettiva al piano energetico regionale, da troppo tempo fermo sulle scrivanie. Si promuovano adeguatamente le comunità energetiche, si acceleri nella creazione delle infrastrutture, affinché anche la nostra Regione punti a essere sempre meno dipendente da fonti esterne e sempre più autonoma. Con la giusta progettualità e risorse ben impiegate, difatti, si possono salvaguardare imprese e posti di lavoro in maniera sostenibile, salvaguardando il territorio e le sue peculiarità, avviando processi non più rinviabili rispetto a politiche energetiche che mettano al riparo quel poco di imprenditoria che resiste, conclude Boccardo.