Boccardo, UIL: “la crisi continua a mordere, ma chi se ne sta occupando?”

“Esplode la cassa integrazione a Campobasso: rispetto ai primi 5 mesi dello scorso anno, da gennaio a maggio 2019 si registrano incrementi della cassa integrazione in 41 Province. Nel capoluogo regionale del Molise +185%. Una situazione davvero preoccupante, della quale pare proprio che non vi sia consapevolezza da parte di chi dovrebbe occuparsene direttamente, anzitutto l’Assessore al Lavoro.” Questo l’amaro e scorato allarme lanciato da Tecla Boccardo, leader sindacale della UIL a commento di alcune elaborazioni dell’Ufficio studi nazionale sui dati INPS.

Si mantengono stabili, rispetto ad aprile, le ore di cassa integrazione autorizzate a livello nazionale a maggio (25,2 milioni di ore). Complessivamente, nei primi 5 mesi dell’anno in corso, la cassa integrazione registra 116,4 milioni di ore, in aumento dell’11,4% rispetto allo stesso periodo del 2018, contribuendo a conservare 137 mila posti di lavoro.

Con una cassa in deroga giunta ormai agli sgoccioli, l’attenzione della UIL nazionale viene riservata alle altre due principali gestioni. La cassa integrazione ordinaria, nel periodo gennaio-maggio 2019, subisce una flessione del 5,6%, a fronte di un marcato aumento della cassa integrazione straordinaria (+31,9%) che rispecchia le perduranti situazioni di crisi di importanti e grandi aziende del nostro Paese. Il tessuto produttivo che fa maggiore richiesta di cassa integrazione è situato nel Nord con 48,3 milioni di ore autorizzate a cui segue, a breve distanza, quello del Mezzogiorno con 40 milioni di ore, fino ad arrivare ai 28 milioni di ore del Centro.

L’83,1% delle ore complessivamente autorizzate nel periodo gennaio-maggio 2019, sono assorbite dall’Industria per un totale di 96,7 milioni di ore (ramo di attività che, a differenza degli altri in cui si riducono le richieste di cassa integrazione, registra una crescita del 30,6% rispetto allo stesso periodo del 2018), a cui segue l’edilizia (14,3 milioni), il commercio (5,2 milioni) e l’artigianato (circa 58 mila ore).

Ecco i dati molisani snocciolati dalla Segretaria generale: a maggio 26.128 ore autorizzate di cassa integrazione (7.000 a Campobasso, 19.000 a Isernia), quasi 500.000 ore autorizzate nei primi cinque mesi di quest’anno mentre erano 321.000 nel periodo corrispondente dell’anno passato, il che fa un incremento del 55 %; sono stati così salvaguardati 588 posti di lavoro, la gran parte dei quali in provincia di Campobasso.

Il commento della UIL Molise: “I dati, soprattutto quelli riferiti alla cassa integrazione straordinaria, mostrano che siamo in presenza di uno stato di forte sofferenza di una parte del nostro sistema produttivo ed occupazionale. Occorre fornire, a questi settori produttivi, non solo i necessari ammortizzatori sociali nei tempi di crisi, ma strumenti e politiche mirate alla crescita, competitività e sviluppo. Di tutto questo, come Sindacato, vorremmo parlare, in modo concreto con la Regione, ma il confronto, sempre promesso, non viene per nulla praticato. Ed i nostri lavoratori, e le aziende che attraversano un momento di crisi, attendono, tirano avanti a fatica con quel poco che danno gli ammortizzatori sociali. Ma la loro pazienza (ed anche quella del Sindacato) è giunta al limite.”

 

 

 

Bando regionale a sostegno dell’artigianato, Amicone (UIL): “Prima opportunità da cogliere. Adesso si favorisca anche occupazione”

“Due milioni e mezzo di euro a disposizione delle micro, piccole e medie imprese artigiane che vorranno realizzare il proprio Programma di investimento nel territorio dei Comuni della Regione Molise rientranti dell’Area di Crisi complessa “Venafro-Campochiaro-Bojano” certamente rappresentano una interessante  opportunità da cogliere .

Ci auguriamo che un qualcosa di simile verrà programmato anche per le aree non rientranti in questo perimetro”.

Così, il coordinatore dei lavoratori della artigianato della UIL Molise, Marco Amicone.

“Da tempo il settore dell’artigianato attendeva un qualche stimolo che permettesse alle attività di poter innovare i propri processi produttivi, quelli organizzativi e di comunicazione verso l’esterno, attraverso l’acquisto e installazione di macchinari,  impianti e attrezzature, funzionali alla realizzazione del progetto, insieme ad una adeguata promozione e pubblicità del proprio prodotto sul mercato.

Una possibilità che, se ben utilizzata, potrebbe migliorare anche la qualità del lavoro di quanti fanno parte del ciclo produttivo”.

“Nel nostro territorio, è risaputo, parliamo perlopiù di micro e piccole realtà, che potendo beneficiare di un contributo a fondo perduto, anche se di soli 25.000 euro, avrebbero un’occasione per fare un passo in avanti, fino a questo momento troppo lungo.

Quotidianamente, infatti, raccogliamo le difficoltà di lavoratori e imprese che lamentano una forte contrazione dal punto di vista della produzione e della vendita, cosa questa che negli ultimi anni ha rallentato investimenti, assunzioni o stabilizzazioni di personale spesso sottopagato, contrattualizzato in maniera scorretta o, nella peggiore ipotesi (e nemmeno troppo rara) operante in nero e senza nessuna tutela”.

“Questo bando, lo ribadiamo, è un segnale di attenzione tangibile, dunque apprezzabile,  ma il settore, nel suo complesso, ha bisogno di politiche che costantemente stimolino e favoriscano l’artigianato sul quale spesso la politica pare voler puntare per una ripresa economica, soprattutto delle aree interne.

E poi, lo ricordiamo ancora, questo comparto raccoglie non soltanto le professioni più tradizionali e facilmente individuabili, ma anche il mondo dell’estetica, della cura della persona, buona parte della piccola produzione alimentare, fino ad arrivare alle attività legate al mondo dell’informatica”.

“Dunque, ben vengano iniziative come questa, ma teniamo alta l’attenzione sul sistema nella sua interezza, che necessita di attenzioni particolari anche rispetto alla formazione, all’occupazione di qualità, all’innovazione tecnologica”.

“Comunque, conclude il Coordinatore, riscontriamo che come da noi richiesto in fase di stesura del bando, al suo interno è contemplata la piena e completa applicazione dei contratti di lavoro come requisito di accesso, dunque quanti vorranno partecipare dovranno aver espletato tutti gli adempimenti che spettano alle imprese rispetto all’adesione alla bilateralità artigiana.

Non una penalizzazione, ma un’insieme di “agibilità” che grazie agli ultimi interventi normativi, ha messo in campo efficaci strumenti rivolti a imprese e lavoratori in tema di sicurezza sui luoghi lavoro, sostegno al reddito in fasi di calo produttivo, oltre ad una efficientissima sanità completare e alle provvidenze che l’Ente bilaterale regionale mette a disposizione dei propri iscritti.”

Una lettera aperta ai nuovi sindaci (già che ci siamo anche a quelli in carica da piu’ tempo)

Cari Sindaci eletti nelle recenti votazioni, anzitutto complimenti a voi ed alle liste, ed ai candidati, che vi hanno sostenuto in questo percorso. Inoltre: auguri di buon lavoro a voi, a coloro che verranno nominati in Giunta, ai Consiglieri di maggioranza e anche a quelli di opposizione.

La pratica della democrazia, che come Sindacato abbiamo ben cara, è impegnativa, talvolta anche aspra nei toni del confronto politico (e qualche accento un po’ troppo alto, nel corso della campagna elettorale, l’abbiamo tutti notato) ma certo di soddisfazione per chi, come voi, opera per un forte affetto che lo lega alla propria comunità, lo fa – nella maggioranza di casi – più rimettendoci che guadagnandoci in termine di soldi e mettendo a disposizione tempo, competenze e, soprattutto, passione.

Il discorso vale, ovviamente, anche per coloro che portano la fascia tricolore del proprio Comune da più tempo e con il medesimo entusiasmo dei primi giorni di assunzione dell’incarico.

Una osservazione e due raccomandazioni, se è concesso al “Sindacato dei Cittadini” come ci piace fregiarsi da molti anni a questa parte (un’Organizzazione che sta sui temi e nei luoghi del lavoro, ma che si occupa dei diritti della persona in tutti i contesti e dimensioni di vita).

L’osservazione: è la politica di prossimità quella che più interessa e coinvolge i cittadini, è l’amministrazione della cosa pubblica che si realizza nei Comuni quella che più incide sulla loro qualità di vita e sul benessere delle comunità. E di questo i Sindaci devono essere ben consapevoli e continuare nell’azione di presidio delle collettività, con impegno e competenza, come da un po’ di tempo a questa parte verifichiamo anche nel nostro Molise. La vivacità e l’entusiasmo, ad esempio, nel presentare le proposte per il Contratto istituzionale di sviluppo, recentemente qui presentato dal Premier Conte e poi programmato con il supporto di Invitalia, saremo contenti di ritrovarlo altresì su molte altre scelte che la vostra Amministrazione si troverà a gestire nei mesi a venire. Parliamo del bilancio e della programmazione delle politiche sociali, che vanno potenziate, dell’imposizione locale, da ridurre, dell’individuazione di interventi che accompagnino lo sviluppo del territorio e favoriscano, per quanto di vostra competenza, il superamento di questa lunga crisi, economica, occupazionale ma anche con risvolti nel sociale.

La prima raccomandazione: procedete riannodando, certo, il dialogo fra le forze politiche, ma costruendo anche un percorso che coinvolga tutte le forze sociali del vostro territorio: datoriali e sindacali, associazionismo strutturato e volontariato.  Noi, come Sindacato, siamo pronti alla partecipazione effettivamente praticata, al confronto di idee e alla presentazione di proposte. Non rituali convocazioni e nemmeno lungaggini, ma la pratica quotidiana, magari impegnativa e faticosa ma certamente utile, di un rapporto continuo con chi associa lavoratori e pensionati, conosce i bisogni dei cittadini, sa interpretarne le  istanze e si impegna a veicolarle negli strumenti e con i metodi della democrazia partecipativa.

Seconda raccomandazione: tenete in buon conto ed in considerazione i dipendenti del vostro Comune. Sono loro il primo strumento operativo di ogni Amministrazione, sono loro a contatto quotidiano con i concittadini, per distribuire servizi e assicurare ascolto, per attuare scelte che a voi competono e migliorare lo stesso funzionamento della macchina pubblica. Dobbiamo ragionare, come Sindacato e con ogni Amministrazione, anche di questo: abbiamo la contrattazione nazionale da applicare correttamente e completamente, dobbiamo realizzare la contrattazione di secondo livello, è necessario dare una prospettiva di sviluppo professionale e di carriera ai dipendenti stabili e individuare e attuare forme di stabilizzazione dei tanti precari che in molti Comuni lavorano da anni. Anche qui: saremo talvolta un interlocutore scomodo (ci sono anche “sindacati di comodo”, ma sono altra cosa…) ma trasparenti nell’agire e nel contrattare, nell’interesse dei vostri dipendenti e, al contempo, delle nostre Comunità.

Come vedete, non facciamo discorsi di simpatia politica o di vicinanza ideale a questa o quella forza che ha scelto voi per questo importante compito e impegnativo incarico. D’altra parte, nel corso di questa o di altre campagne elettorali ci siamo ben guardati dal dare indicazioni di voto o esprimere orientamenti: i nostri stessi iscritti non hanno bisogno di suggerimenti siffatti, ognuno di loro ha un’opinione precisa, rispettabile e ben accolta, qualunque sia, in un Sindacato laico e aperto, come la UIL si fregia di essere. I nostri iscritti, lavoratori o pensionati, disoccupati o giovani, i cittadini che a noi guardano con interesse, vogliono un Sindacato che entra nel merito, che elabora e presenta proposte, che contratta e si confronta, che punta al benessere di ognuno ed alla crescita e sviluppo di tutta la società.

Per questo, voi, anche voi, potete contare sulla UIL del Molise, sulla sua azione, sulle sue competenze, sulla determinazione che la contraddistingue.

Buon lavoro, allora, nuovamente. E un arrivederci a presto.

Vi ho scritto da sindacalista, da molisana, da abitante in uno dei nostri splendidi Comuni, uno dei tanti che da oggi siete chiamati ad amministrare.

Tecla Boccardo

 

Boccardo: “a Roma per una Pubblica Amministrazione di qualità, per i lavoratori e per i cittadini tutti”

“Tutte le lavoratrici e i lavoratori del Pubblico Impiego in piazza il prossimo 8 Giugno a Roma. La UILFPL, la UILPA, la FP CGIL e la CISL FP promuovono, nel solco del percorso Confederale, una Mobilitazione Nazionale di tutti gli operatori dei servizi pubblici a cui parteciperanno i Segretari Generali della Uil Carmelo Barbagallo, della Cgil Maurizio Landini, della Cisl Annamaria Furlan.” Questo l’annuncio di Tecla Boccardo, leader sindacale molisana, che evidenzia la partecipazione anche di una folta delegazione di lavoratori dalla nostra regione.

 “È un appuntamento fondamentale che ci vede impegnati per chiedere lo sblocco immediato del turn-over e il rinnovo di tutti i contratti pubblici e privati, per cancellare le iniquità e le disparità del sistema previdenziale sia nel settore pubblico che privato, per rivendicare più investimenti nei servizi pubblici e contrastare i processi di esternalizzazione, per rafforzare la clausola sociale e la parità di trattamento tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato. Ma il sindacato manifesta anche per chiedere l’avvio di un vero processo di razionalizzazione della spesa pubblica e di lotta agli sprechi e alla corruzione e per sollecitare finanziamenti adeguati al Servizio Sanitario Nazionale, per le Politiche Sociali, per un vero investimento a sostegno dell’infanzia e della non autosufficienza.” Questi gli obiettivi della Manifestazione nazionale elencati dalla Segretaria generale della UIL Molise.

 “Scendiamo in piazza perché il Governo e le Autonomie Locali aprano un vero confronto con i Sindacati Confederali sia sul rinnovo dei Contratti che sul Welfare, e affinché le Associazioni Datoriali diano risposte sui Contratti a partire da quello della Sanità Privata.”

Una forte iniziativa del Pubblico Impiego che, però, va anche oltre: “Siamo tutti cittadini e tutti lavoratori, la battaglia dei lavoratori dei servizi pubblici è una battaglia generale che riguarda l’idea di solidarietà e la garanzia dei diritti sociali per tutti che, da sempre, sono i valori che la UIL, il sindacato dei cittadini, sostiene mettendo “al centro” la persona.”

 D’altra parte – evidenzia Boccardo – a livello nazionale come in Molise: “Non c’è Futuro senza Lavoro, non c’è Uguaglianza senza Servizi Pubblici.”

Abolire, o almeno ridurre drasticamente, le “tasse occulte”

“Non soltanto IRPEF, IVA, IMU, Addizionali IRPEF Regionali e Comunali, IRAP, Accise sui carburanti, Bollo Auto e chi più ne ha più ne metta. Nel Paese delle cento tasse, ve ne sono alcune “ignote”, che spesso i cittadini non sanno nemmeno di pagare oppure non conoscono l’Ente che le incassa.” Questo denuncia Tecla Boccardo, leader della UIL, nel presentare uno studio del Sindacato nazionale che rivela come ci siano ben cinque forme di prelievo dalle tasche dei cittadini, questa volta attraverso le bollette del gas, della TARI, o sull’Assicurazione oppure al momento di acquistare un’auto o uno scooter. “Parliamo di imposte che sono delle vere e proprie “tasse sulle tasse”: Arisgam, IRBA, TEFA, IPT, Imposta RC Auto. Quanti conoscono queste sigle? Forse nemmeno i nostri amministratori regionali e provinciali, che pure gestiscono le casse che raccolgono migliaia di euro, presi direttamente dalle tasche dei cittadini molisani.”

Ma andiamo con ordine e rendiamo evidenti anche gli importi di nostra competenza di queste tasse occulte.

ARISGAM. È l’Addizionale Regionale sul consumo del gas metano sia per usi domestici che per usi industriali. È stata istituita nel 1990 e il Decreto legislativo sul federalismo fiscale prevede che è facoltà delle Regioni abolire tale imposta o sostituirla con altri tributi. L’entità del tributo viene stabilita dalle Regioni, che possono legiferare aumenti che vanno dal minimo di 5,50 euro ad un massimo a 30,98 euro ogni mille metri cubi di gas consumato. Da una analisi della UIL, per le Regioni si tratta di un introito di 470 milioni di euro l’anno. La regione Molise preleva, per questa via, dai redditi dei suoi abitanti: 2.720.476 euro!

Imposta Regionale Benzina Autotrazione (IRBA). A concorrere al prezzo (alto) dei carburanti, oltre alle accise nazionali vi è quest’altra tassa, “Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione”.  L’IRBA, che riguarda le Regioni a statuto ordinario ed è stata introdotta nel 1990, si applica sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nel territorio regionale, ivi compresi quelli destinati ad uso privato. La misura dell’IRBA è determinata in euro 0,0258 per litro di benzina (2,58 centesimi ogni 100 litri di carburante). Attualmente è in vigore solo in sette Regioni, il Molise fra queste: 741.661 euro!

IMPOSTA PROVINCIALE DI TRASCRIZIONE, che è stata istituita con il Dlgs 446/1997, si applica su tutte le formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione relative ai veicoli, richieste al Pubblico registro automobilistico (PRA). La paghiamo, ad esempio, quando acquistiamo un veicolo, con iscrizione o cancellazione di ipoteca legale a favore del venditore, quando ne trasferiamo la proprietà, …  Ogni Provincia può deliberare l’aumento delle tariffe dell’imposta fino ad un massimo del 30%. Per le Province si tratta di un introito, di 1,7 miliardi di euro. A Campobasso si incassano 5.878.000 euro, 2.400.000 euro in provincia di Isernia.

IMPOSTA SULLE ASSICURAZIONI CONTRO LA RESPONSABILITÀ CIVILE VEICOLI. Dal 1999 è devoluto alle Province il gettito dell’imposta sulle assicurazioni RCA derivanti dalla circolazione. L’imposta si applica sulle polizze assicurative dei veicoli a motore (esclusi i ciclomotori) dove hanno sede i PRA nei quali i veicoli sono iscritti e di macchine agricole nel cui territorio risiede l’intestatario della carta di circolazione. Il decreto sul federalismo fiscale ha stabilito che, dal 2011, le Province possano modificare in alto ed in basso l’aliquota di base del 3,5% (aliquota massima 16%). Attualmente se si escludono 2 province (L’Aquila con il 14,5% e Aosta con il 9%), tutte le altre province applicano l’aliquota massima del 16%. Secondo i calcoli della UIL, Servizio Politiche Territoriali, le Province incassano ogni anno circa 2,2 miliardi di euro. Alla provincia di Campobasso questa tassa rende 6.254.000, a quella di Isernia 3.300.000 euro.

TRIBUTO PER L’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI TUTELA, PROTEZIONE ED IGIENE DELL’AMBIENTE. Il tributo è applicato alle tariffe e/o alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, commisurato alla superficie degli immobili assoggettati dai Comuni alla TARI. È stato istituito nel 1992, abrogato e poi ripristinato con il federalismo fiscale. L’aliquota è stabilita annualmente dalla Provincia, con aliquota minima dell’1% fino ad un massimo del 5%. Attualmente la stragrande maggioranza delle Province applica l’aliquota del Tributo Provinciale Ambientale più alta (5%). Da questo tributo le Province ogni anno incassano 414 milioni di euro. Per la Provincia di Campobasso si tratta di circa un milione e mezzo di euro, per quella di Isernia si arriva a 362.000 euro.

“In totale, secondo i nostri calcoli, per le Regioni e Province si tratta di un introito annuo di 4,9 miliardi di euro. Ma, nel nostro piccolo, anche da noi non si scherza: quasi tre milioni e mezzo di entrate per la Regione Molise, più di tredici milioni e mezzo per la Provincia di Campobasso, sei milioni di euro anche alla Provincia di Isernia.” Chiosa la Boccardo. “Per i nostri cari amministratori locali, che tanto dicono di avere a cuore gli interessi dei concittadini e l’impegno a far sì che il Molise diventi un territorio attrattivo di nuovi abitanti e di imprenditori, ecco un’impresa in cui cimentarsi: si rileggano le norme, vedano quanto e come si possono tagliare queste “tasse occulte”, migliorino, anche per questa via, la quantità di reddito e la qualità di vita dei molisani. Oppure non facciano nulla “perché questi soldi ci servono, perché non è il momento, perché non ce la sentiamo, …”, ma almeno abbiano il coraggio di dirlo. Ne guadagneremmo tutti almeno in trasparenza. Altro che tasse occulte.”

Assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni, qualcosa si muove

“Sembra che stiano davvero per arrivare nuove assunzioni e siano più vicini i bandi di concorso per le nostre Amministrazioni centrali (più lavoratori negli Uffici Statali, per intenderci). Questa è davvero una buona notizia per il Sindacato e, ritengo, per l’intero Paese – commenta Boccardo, Segretario generale della UIL Molise. Altrettanto, è positivo l’accordo raggiunto tra il Ministero dell’Economia e le Regioni per superare la norma che vincola la spesa per il personale sanitario a quella del 2004.”

L’emendamento previsto consente alle Regioni di spendere per il personale quest’anno quanto nel 2018 più un 5% dell’aumento del Fondo Sanitario Nazionale, che equivale a circa 50 milioni. Boccardo incalza: “L’accordo sui nuovi tetti di spesa per il personale del servizio sanitario, sbloccando il turn over, garantirà dal 2020 una piccola boccata d’ossigeno ai nostri ospedali, costretti negli ultimi anni a compiere sforzi giganteschi per mantenere invariati i livelli di efficienza a fronte di una costante riduzione di personale, tanto da spingere verso la chiusura dei reparti per mancanza di personale. Secondo la UIL, però, non è sufficiente. Serve un piano di assunzioni straordinario per far fronte ad una carenza di organico divenuta insostenibile e non più prorogabile.”

“Questo qualcosina che si muove a Roma rappresenta – continua la leader sindacale – solo un primo passo utile ma che non può considerarsi sufficiente di fronte a dieci anni di blocco del turn over, agli intercorsi pensionamenti di vecchiaia e ai prossimi prepensionamenti di quota 100. Secondo noi c’è l’urgenza non solo di invertire il trend di graduale e pesante invecchiamento della popolazione lavorativa pubblica (offrendo opportunità di lavoro ai nostri giovani!) ma, soprattutto, di andare a colmare tutte quelle dotazioni organiche ridotte all’osso. In alcuni settori le carenze di personale possiamo definirle storiche e non fanno altro che peggiorare le condizioni lavorative con maggiori carichi di lavoro, rallentare la risposta ai cittadini, allontanandoli da un servizio pubblico sempre meno in grado di rispondere prontamente a tutte le loro esigenze.”

“È da qui che deve ripartire la ripresa della nostra Pubblica Amministrazione: dalla fiducia che i cittadini ripongono nelle Istituzioni cui si rivolgono per soddisfare i propri bisogni. Per farlo, e incrementare così la produttività, non è più sostenibile che diverse e numerose realtà continuino a prestare servizi sotto organico che tengono a “ostaggio” i lavoratori soprattutto nelle regioni dove il lavoro manca: nei Comuni, negli Ospedali, negli Uffici statali, in tutte le Pubbliche Amministrazioni.”

Il prossimo appuntamento del Sindacato: “Come UIL saremo a Roma in Piazza del Popolo l’8 Giugno, insieme a CGIL e CISL, proprio per chiedere maggiori risorse, il rinnovo dei contratti e un piano straordinario di assunzioni in tutto il pubblico impiego”.

Finanziato il CIS del Molise, Boccardo: “Fiduciosi sul percorso avviato”

 “Bisogna dare atto al Governo e al Premier Conte  di aver tenuto fede agli impegni presi con i cittadini molisani rispetto alla sottoscrizione anche in Molise di un Contratto Istituzionale di Sviluppo, l’unico che interessa una intera Regione”. Così la segretaria generale della UIL Molise, Tecla Boccardo.

 “Dopo un primo annuncio a distanza lo scorso dicembre, le due visite che il Presidente del Consiglio ha fatto nella nostra regione e gli incontri tecnici e tematici tra amministratori locali e Dirigenti di Invitalia, il Fondo Sviluppo e Coesione ha ufficialmente previsto lo stanziamento di  220 milioni per il CIS del Molise”.

 “Queste risorse saranno destinate a finanziare soprattutto i tantissimi progetti che molti Comuni  hanno già presentato.

Difatti, in queste settimane di elaborazione, vista anche la possibilità di interagire direttamente con le strutture tecniche, i nostri Enti locali, hanno lavorato in sinergia, mostrando vivacità e capacità progettuale tanto da presentare oltre 250 progetti, al vaglio di Invitalia e sorprendendo lo stesso Premier Conte.

Al netto degli aspetti tecnici, il CIS, si sta rivelando strumento straordinario per accelerare e ottimizzare l’utilizzo delle risorse e degli investimenti pubblici, grazie ad una efficace semplificazione delle procedure e che guarda con particolare attenzione agli investimenti qualificati per lo sviluppo del territorio, in qualsiasi settore.

Cosa che non avveniva da tempo, a giudicare dal fatto che questi soldi erano già nelle disponibilità della nostra Regione ma non erano stati ancora spesi e sarebbe stato un delitto non utilizzarli. Per questa ragione bene ha fatto il Presidente Conte a rimetterli “nel circuito” partendo direttamente dal primo livello, ossia dai Comuni”.

  “Un’opportunità simile, prosegue Boccardo,  non potevamo e non possiamo farcela scappare, special modo in una fase difficile per i cittadini Molisani,  per i borghi dell’entroterra, per quelle piccole realtà che da anni assistono inermi allo spopolamento, in attesa di quel cambiamento che certamente non può derivare dalle poche risorse rimaste a disposizione della Regione.”

 “Il CIS, conclude la leader molisana della UIL,  costituisce una valida opportunità che va colta fino in fondo e rispetto alla quale ogni ritardo risulterebbe deleterio.

Il Sindacato, come sempre, sarà pronto a fare la sua parte così da raggiungere quei risultati e quegli obiettivi da troppo tempo attesi dai cittadini, amministratori e  lavoratori”.

Boccardo, UIL: “un Molise senza il lavoro. come può stare in piedi?” Loy: “iniziative di sistema vanno studiate a 360 gradi”

“Corriamo il rischio, concreto e nel giro di pochi anni, di passare dal Molise con il più alto tasso di disoccupazione giovanile (oltre il 40%), ad un Molise che azzera anche quei posti di lavoro che si liberano! Senza lavoro, in assoluto. E allora che Molise ci attende? Che fine farà in Molise il mondo del lavoro, quel mondo che deve produrre beni e servizi? Che ce ne facciamo dei lavoratori?” Amara la riflessione di Tecla Boccardo, nel corso dell’iniziativa UIL, organizzata alla presenza del Guglielmo Loy, dirigente sindacale di lungo corso della UIL, attualmente Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS nazionale.

“Per questo ci è venuto facile passare da una riflessione su cosa sta accadendo con quota 100 (la nuova modalità di pensionamento recentemente introdotta) ad un’analisi più ampia su quanto dell’impatto che questa misura, aggiunta alle altre, avrà in prospettiva nella nostra Regione, senza una visione organica e senza un disegno strategico e programmatico per il ricambio e per la tenuta dei livelli occupazionali, produttivi e dei servizi minimi.”

Al momento all’INPS sono arrivate 131.000 domande, soprattutto lavoratori dipendenti del settore privato (un terzo dal manifatturiero, poco più del 10 % nel commercio e quasi altrettanto nel settore trasporti e magazzinaggio), ma con molti dipendenti pubblici, statali in testa; inaspettatamente rispetto alle previsioni ci sono  state maggiori domande al Sud. In Molise, ad oggi, già oltre 1000 domande di cui due terzi in provincia di Campobasso.

“A questo esodo di under 62enni non corrispondono nuove assunzioni, il tasso di sostituzione e di appena il 37% secondo un recente studio – documenta la Boccardo –la sostituzione, infatti, tra pensionati e nuovi assunti non sarà automatica. E questo in alcuni settori produttivi può essere un vero disastro. Pensiamo al rischio di “collasso” di tutta la Pubblica Amministrazione, dove ‘la grande fuga’ (si stima che 595mila occupati accederanno alla pensione nel triennio) può far cadere a pezzi l’intero sistema, anche perché Q100, si innesta in un quadro già di per se disastroso con il blocco del turn over e riduzione della spesa pubblica degli ultimi 15 anni.

Se non si procede immediatamente con un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni di giovani nelle Pubbliche Amministrazioni il disastro sarà inevitabile.”

La Segretaria generale della UIL ci tiene ad argomentare questo allarme con una sfilza di dati riferiti alla realtà locale, qualche esempio: “In ASREM, purtroppo, ancora sottoposta al piano di rientro, si sono persi 677 posti di lavoro negli ultimi 5 anni ed è una delle poche aziende che ha approvato un piano assunzionale. Infatti, sono previsti 121 pensionamenti nel comparto con un ricambio di circa 1/3 dell’attuale forza lavoro.

Nell’Ente Regione Molise non è stata prevista quest’anno non è stata prevista alcuna sostituzione. Per non parlare del privato. In FCA a Termoli dove la produzione è in calo: con questa nuova forma di pensionamento se ne andranno 60 dipendenti (molte di più se ne stimano nel triennio: 250/300), nuove assunzioni previste: nessuna. Negli ultimi dieci anni a Campobasso hanno chiuso i battenti 32 imprese commerciali e 30 a Isernia.”

“D’altra parte, questa è la Regione dove, nell’ultimo decennio della crisi, sono stati cancellati 5.000 posti di lavoro, nonostante cresce l’export.

Con un forte appello della Segretaria UIL: “Il tema del LAVORO va rimesso al centro dell’agenda politica. Rilanciamo oggi, la proposta dell’istituzione di un Osservatorio regionale che possa analizzare ed elaborare dati utili per una visione ampia e coerente della realtà, che orienti le scelte programmatiche del governo regionale, per definire quell’idea forte di sviluppo che sia in grado di invertire la rotta.”

“Dopo i primi mesi di sperimentazione, ha precisato Guglielmo Loy, cominciamo ad avere un’idea di massima rispetto all’impatto che la misura sta avendo nel tessuto produttivo”.

“E ad oggi registriamo un’adesione elevata solo rispetto ai pensionamenti che stanno toccando le amministrazioni centrali, la sanità e gli Enti Locali. Minore invece è l’impatto nei piccoli comuni e nelle aziende dove, per motivi diversi, il turn-over non si sta verificando”.

“Si registra, poi, uno scollegamento tra pensionamenti e posti di lavoro che mette in discussione la tenuta del sistema. Interventi di questo tipo, che intendono mettere in discussione il sistema previdenziale nella sua interezza, ha precisato LOY, devono essere basati su un disegno organico, affiancato a strumenti idonei che concretamente avviino un ricambio generazionale”.

“Equilibrio tra pensionati e pensionandi con lavoratori attivi, insieme ad attività parallele di politiche attive, è il vero tema del futuro, partendo dalla imprescindibile sostenibilità finanziaria”.

“Non dimenticando un dettaglio, però, ha concluso il Presidente del CIV INPS, che salvo i principi di sostenibilità e di aiuto alla persona, se contemporaneamente non si investe sulla crescita l’intervento rischia di penalizzare in prospettiva tutto il Paese”.

“Quota 100 e l’esodo che non c’è!”: l’iniziativa della UIL Molise a Campobasso

Lunedì 13 maggio, dalle ore 14:30, presso la Scuola Edile del Molise a Campobasso, si svolgerà un’importante iniziativa della UIL che tratterà in maniera approfondita il tema della Quota 100 e del sistema pensionistico in generale.

 

“Partendo dai recenti dati nazionali sul pensionamento, anticipa la Segretaria generale Tecla Boccardo, faremo una precisa analisi del quadro regionale, nel contesto privato e pubblico, su come questa fuoriuscita di personale ha concretamente inciso sul nostro tessuto produttivo e dei servizi e come essa potrà in futuro avere ricadute in entrambi i comparti, nonché sui fabbisogni di personale, in una realtà come quella molisana in perenne sottorganico”.

 

“Avremo un’ospite d’eccezione, annuncia la Segretaria, con il quale faremo un ragionamento politico e di osservazione sugli effetti che le modifiche al sistema previdenziale potrebbero generare. Si tratta di dell’ex Segretario Confederale della UIL, oggi Presidente del Comitato di Indirizzo e Vigilanza INPS nazionale, Guglielmo Loy, con il quale i nostri dirigenti sindacali e i rappresentanti dell’INPS regionale si confronteranno su questi importanti argomenti”.

Dopo Bologna, Matera. Boccardo: “Sindacato confederale sempre più protagonista.”

“Ancora si riflette su quanto compiuto  a Bologna lo scorso primo maggio, unitamente a centinaia di piazze italiane, che un nuovo importante appuntamento vedrà il Sindacato confederale impegnato a Matera, in una due giorni ricca di appuntamenti”.

 Così la segretaria regionale della UIL Molise, Tecla Boccardo che, al rientro dalla manifestazione di Bologna ha affermato: “La festa dei lavoratori quest’anno ha lasciato in tutti noi un forte segno in termini di partecipazione sia numerica che di entusiasmo. Ovunque, in Italia, tantissimi sindacalisti hanno preso parte a manifestazioni, convegni, iniziative di ogni tipo a cui migliaia di lavoratori hanno risposto puntualmente”.

 “Basta scorrere le tante pagine social e la stampa ad ogni livello per rendersi conto di quanto si sia tornati a vivere con passione di una giornata che porta con sé un elevato valore simbolico. 

Una festa che dai temi del lavoro scorre su quelli sociali, etici, abbracciando i valori della multiculturalità e “del diverso”, che restano principi da tenere sempre in prima linea nell’azione sindacale, oltre che in quella di liberi cittadini”.

“E neppure il tempo di disfare le valigie, prosegue Boccardo che lunedì 6 e martedì 7 maggio una delegazione molisana parteciperà all’iniziativa “La nostra Europa, la cultura, il lavoro. La cultura del lavoro” organizzata da Cgil, Cisl e Uil. Una due giorni in cui, attraverso la presenza di illustri ospiti del mondo politico e del giornalismo, si farà il punto rispetto all’attuale situazione politica ed economica italiana, con riferimento ai rapporti con gli stati dell’Unione Europea e alle relative parti sociali”.

“Un programma ricco, che vedrà alternarsi ai tre Segretari generali di UIL, CGIL e CISL ospiti autorevoli, tra cui Sergio Rizzo (editorialista La Repubblica), Salvatore Adduce (presidente Fondazione Matera 2019), Francesca Imperiale (ricercatrice Università del Salento) , Romano Prodi in qualità di presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli, Luca Visentini (segretario generale Ces), Rosanna Purchia (sovrintendente Fondazione Teatro San Carlo di Napoli)”.

“Ormai il cammino è cominciato, conclude Boccardo, e il messaggio che la piazza di Bologna ha voluto lasciare, è quello di un sindacato forte, che è tornato a essere punto di riferimento per i lavoratori, per le imprese, per le Istituzioni.

E siamo certi che la mobilitazione in corso che ci vedrà in piazza nelle prossime settimane rispetto al pubblico impiego, al settore metalmeccanico e ai pensionati, non resterà inascoltata dal governo. E in Molise, non potrà che accadere lo stesso”.