Boccardo, UIL: “La sanità molisana è una vergogna!”

“È diventato imbarazzante parlare di sanità in questa regione. Mentre altrove si discute su come perfezionare servizi, migliorare prestazioni, efficientare risorse, premiare dipendenti, in Molise siamo all’ecatombe.” Questa l’amara riflessione della segretaria della UIL Molise.

“Dopo la notizia che alcune postazioni di 118 non saranno più medicalizzate, ossia saranno sprovviste del medico a bordo dell’ambulanza, oggi ci troviamo dinanzi la nuova mannaia della chiusura del centro nascite a Termoli.

Decine, centinaia di mamme, dunque, non potranno più partorire nel nosocomio termolese grazie al nuovo provvedimento che la nostra straordinaria Azienda sanitaria ha emanato.

Insomma, vietato nascere a Termoli, anche dopo la tragica notizia della morte di un neonato su cui speriamo si faccia presto luce.

 Con il prevedibile risultato che centinaia di parti saranno portati a termine negli ospedali abruzzesi, mentre il DG Asrem, come se nulla fosse e poco cambi invece, afferma nel suo dispositivo che “Il parto spontaneo e il taglio cesareo saranno assicurati presso l’Ospedale Cardarelli di Campobasso e nelle Aziende Sanitarie limitrofe”.

Come no, ce le vediamo le nostre future mamme in pieno travaglio mettersi in viaggio da Termoli verso Campobasso, con le difficoltà di transito che perdureranno almeno un anno ancora!

 Dunque, prosegue la sindacalista, la metodologia Asrem, con la supervisione della Regione, è chiudere, chiudere appena si ha un motivo per farlo. Sia esso economico, strutturale, giudiziario. La soluzione più rapida e meno complicata per i manovratori è mettere i lucchetti. Tanto, mica i molisani le tasse le pagano?”

 “Ormai si attende solo che qualche soggetto esterno, con proprie risorse, come ha fatto ANAS alcuni giorni fa, permetta ai nostri rappresentanti di fare qualche dichiarazione e scattarsi qualche foto davanti a un nastro da tagliare che neppure gli competerebbe, tra l’altro. Per il resto, scena muta.

Davvero cominciamo a non avere più tante parole. Se prima provavamo a dare suggerimenti, incalzare, chiedere confronti, adesso non ci resta che pregare che non chiuda ogni giorno qualcosa”, conclude Boccardo.

Il messaggio della Segretaria generale della UIL Molise Tecla Boccardo per la scomparsa della Presidente Angela Fusco Perrella

Con Angela Fusco Perrella, va via innegabilmente un pezzo di storia molisana. E non solo politica.

Consigliere regionale, Assessore al Lavoro, prima donna a ricoprire il prestigioso incarico di Presidente del Consiglio regionale, ma anche tanto impegno nel sociale e al fianco di persone  in difficoltà. Ci siamo confrontate, sempre con onestà e schiettezza e non sono mancate anche ferme contrapposizioni su temi importanti, ma sempre con profondo rispetto delle persone, prima che dei ruoli. Prerogative che oggi, purtroppo, sono sempre più rare. 

Tutta la UIL, è vicina alla famiglia della Presidente Fusco Perrella, a cui vanno le nostre sincere condoglianze.

Boccardo, UIL: ‘Tra errori ed eccesso di potere, una Regione paralizzata’

Così non va! Ogni giorno tra inerzia, confusione e tagli, constatiamo anche continue bocciature per la regione Molise. Così la segretaria generale della Uil Boccardo.

Non sono state positive queste ultime due settimane per la nostra amministrazione regionale, difatti, che ha visto appunto bocciature, sentenze avverse, osservazioni ad atti promulgati.

Per carità, può accadere che gestendo la cosa pubblica si incappi in qualche errore formale o procedurale, ma da lì alla costanza di esser “rimandati a settembre” quasi in automatico, la strada è lunga.

Senza andare troppo indietro nel tempo (altrimenti più che un comunicato ci vorrebbe un opuscolo) troviamo la prima questione importante in cui il Consiglio del Ministri ha impugnato la Legge di stabilità 2021 della Regione Molise in quanto “talune disposizioni si pongono in contrasto con la normativa statale in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione”. Medesima impugnativa è stata fatta dal Consiglio dei Ministri per la legge regionale 3 del 4 maggio 2021 (Bilancio di previsione pluriennale per il triennio 2021-2023), sempre per “disposizioni in contrasto con la normativa statale in violazione dell’articolo 117 della Costituzione”.

Insomma tali richiami nei confronti di chi ostenta abilità manageriale, competenze specifiche e particolari abilità con i conti pubblici, non sono proprio un bel segnale.

 In ordine di importanza, prosegue la sindacalista,  segue probabilmente la sentenza del Tar Molise rispetto ad una graduatoria per l’assegnazione di alcuni corsi di formazione professionale in cui i giudici amministrativi ravvisano “Eccesso di potere” da parte della Regione rispetto alla gestione del procedimento.

Insomma, ne abbiamo viste e sentite tante, ma quando un giudice ravvisa una simile circostanza, l’eccesso di potere, c’è da indignarsi. Non è accettabile che ciò accada nella pubblica amministrazione che, ovviamente, deve seguire principi di imparzialità, correttezza e trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Tutto questo non è incoraggiante per quanti sono soggetti a queste procedure, che sia nella formazione professionale come in qualsiasi altro settore.

 In questo riepilogo potremmo poi collocare la sentenza del Consiglio di Stato che ha sospeso una gara per la fornitura di servizi di manutenzione presso l’Ospedale Cardarelli, che tante polemiche sollevò rispetto soprattutto al mantenimento dei livelli occupazionali. Dopo un percorso travagliato, tutto da rifare probabilmente anche qui.

 In ultimo, è recentissima la sentenza dei giudici del Tribunale amministrativo regionale che si sono espressi sul bando di aggiudicazione degli impianti di risalita di Campitello Matese, a seguito di un bando regionale. Anche qui, annullando il procedimento.

 Insomma, se politicamente vediamo annaspare su tutti i fronti, con scontri più o meno frontali anche interni alla stessa maggioranza su ogni dove; se dal punto di vista dei livelli di assistenza ai cittadini ogni giorno assistiamo a un taglio anche a quelli minimi ed essenziali dell’assistenza sanitaria, come addirittura quelli legati al servizio di emergenza 118, anche per ciò che attiene la burocrazia, le graduatorie e la gestione economico-finanziaria si naviga a vista. Anzi, si sbatte!

 Purtroppo, conclude Boccardo, su questi temi, oltre che chiedere più attenzione, poco possiamo fare non essendo ne giudici, né funzionari, tantomeno assessori. In questa fase storica determinante per il futuro del Molise, grazie alle opportunità che saranno offerte dal PNRR siamo preoccupati sulla capacità di spendere presto e bene tutte le risorse messe a disposizione anche per il Molise.

 Noi cominciamo a perdere la speranza.

Nomina Direttore sanitario ASREM: siamo alle solite

Con deliberazione n. 746 del  29 giugno 2021 il direttore generale dell’Asrem, Oreste Florenzano, ha accettato le dimissioni di Virginia Scafarto e ha nominato il nuovo direttore sanitario nella persona di Evelina Gollo. Una professionista, piemontese, che prenderà servizio domani 1 luglio.

Naturalmente a lei i nostri migliori auguri di buon lavoro e massima disponibilità al confronto e al dialogo. Tuttavia, qualche breve riflessione viene spontanea.

La Uil FPL riscontra ancora una volta come la politica molisana sia abile a trovare occupazione a professionisti non molisani, nonostante riteniamo che anche dalle nostre parte vi siano donne e uomini altrettanto degne e preparate alle quali attribuire importanti e delicate responsabilità.

In Molise, crediamo, che se davvero si vuole risanare il sistema sanitario sarebbe utile ricorrere innanzitutto alle professionalità “interne” che ben conoscono il nostro territorio, il suo sistema sanitario e le difficoltà delle nostre genti.

Purtroppo, però, sempre più spesso, le scelte ricadono su professionisti esterni frutto di decisioni che nulla hanno a che fare con la volontà di risolvere il problema velocemente.

La logica del seguire indicazioni verticistiche o del potente di turno sulle nomine come su altre questioni, però, non ha sinora premiato e non ha permesso di raggiungere primati in sanità…anzi!

L’unico primato che confermiamo è la mobilità passiva, soprattutto verso alcune regioni del nord. Ancora una volta stiamo aspettando il piano aziendale del nuovo Commissario, un deficit ormai routinario nel fornire informazioni che porta a perdere tempo prezioso per il rilancio del sistema sanitario.

Il prezzo da pagare è diventato insopportabile per il Molise, sia in termini economici che di risultati e che si traduce in una sequenza ormai permanente di alti costi e bassi benefici, con uno squilibrio di bilancio sempre maggiore e con un debito che continua a crescere.

Ricordiamo alla politica e al commissario De Grassi che per conoscere il sistema sanitario serve il confronto con i lavoratori della sanità – preferibilmente del posto –  e che dietro i numeri sciorinati, i tagli indiscriminati e l’attribuzione di costosi incarichi, ci sono persone malate che aspettano da troppo tempo di ricevere un servizio degno, visto che le tasse le pagano.

E le pagano più alte di tutta Italia!

Boccardo, UIL: “Bene accordo sui licenziamenti. Ora lavoriamo al PNRR”

“Proprio ieri ci mostravamo preoccupati qualora non sarebbe stato prorogato il blocco dei licenziamenti in quanto, se il Governo avesse proseguito nella direzione in cui sembrava andare, avremmo avuto in Italia, e soprattutto in regioni deboli dove la ripresa non era stata agganciata neppure nel periodo pre-Covid, come il Molise, conseguenze catastrofiche rispetto all’occupazione. Così la Segretaria della UIL, Tecla Boccardo che ha continuato: “Accogliamo con enorme piacere, dunque, il grandissimo lavoro svolto dal nostro Segretario generale Pierpaolo Bombardieri, unitamente ai segretari di CGIL e CISL, che ha portato a un accordo con il governo che permette di utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali prima di procedere ai licenziamenti.

 Un’ulteriore salvaguardia per lavoratrici e lavoratori, in una fase ancora a tinte fosche, ottenuta grazie al Sindacato che attraverso una grande mobilitazione, non ultima quella dello scorso sabato, ha fatto sì che il governo propendesse verso una soluzione di questo tipo.

I lavoratori molisani, prosegue la leader UIL, hanno particolarmente bisogno di questa protezione, proprio per la natura del tessuto economico e produttivo regionale, composto prevalentemente di piccole e medie imprese, in prevalenza del settore terziario, particolarmente cresciuto nel periodo pre-covid, ma che sta soffrendo di più gli effetti della pandemia. Il tutto inquadrato in un mercato del lavoro che si sorregge su un piano inclinato, con contratti di lavoro precari, troppo instabili, sottopagati e che a volte rasentano lo sfruttamento.

 Adesso, conclude la sindacalista, tocca alla politica molisana farsi trovare pronta per la ripresa: pianificare e progettare investimenti per lo sviluppo, anche sostenibile, della regione per rilanciare l’occupazione e sostenere le imprese”.

Boccardo, UIL: “Bene l’attenzione del Governo, sarebbe bene anche un po’ di dignità molisana”

La notizia che Governo e Parlamento si accingono a riconoscere alcune premialità economiche in materia di sanità al Molise non può che fare piacere. Con alcune precisazioni e puntualizzazioni che, certo, la nostra politica regionale che ha già stappato anzitempo lo spumante per brindare e festeggiare, non mi pare che stia cogliendo.

 E, allora, tocca al Sindacato, alla UIL in questa circostanza, metterne in fila alcune. A costo di essere un po’ crudi nell’analisi (ma, per stare nella tematica: il medico pietoso fa la piaga purulenta).

 I fatti: ci vengono riconosciute, con anni di ritardo, risorse finanziarie che altre regioni hanno avuto, programmato, utilizzato e speso da tempo. Bene, ma dov’è la festa?

 Serviranno a saldare i debiti accumulati negli anni, pagare fornitori, coprire buchi, superare qualche imbarazzo. Doppiamente bene, ma si scandalizza qualcuno se diciamo che le politiche finanziarie vanno orientate, da parte di chi avrebbe il dovere – da amministratore pubblico – di decidere e programmare, poi vanno impostate, magari anche vigilate, messe in operatività, verificate nella loro utilità? Vorremmo tanto anche noi essere una regione come tutte le altre, ma a noi anche il bilancio è stato bocciato!

Per cui, si corre il rischio, che la sanità di oggi non riporterà un qualche vantaggio che i cittadini potranno cogliere: no il potenziamento dei servizi nel territorio perché non ne abbiamo nemmeno idea, no ammodernamento degli ospedali o delle apparecchiature, non un ripensamento della connessione fra pubblico e privato accreditato, nemmeno condizioni di lavoro migliori per gli operatori della salute, sempre lì a rincorrere il sotto organico e con contratti poveri e precari, mal gestiti, poco pagati se rapportati a impegno e sacrificio. Possiamo dire che meriteremmo di meglio, come cittadini consapevoli e – noi almeno si – orgogliosi e progettuali al tempo stesso.

 Quella che viene adesso è persino più bella: per aiutare la gestione commissariale (che nessuno, nemmeno lontanamente, sospetta quando potrà finire) si potranno contrattualizzare esperti. Nessuna valorizzazione di capacità che pure ci sono  fra gli operatori, i quadri, i dirigenti della sanità e nel dipartimento salute della regione, lavoratori  che meritano maggiore rispetto compresa la stabilizzazione. Invece NO, porteremo qualche bella testa da altra realtà territoriale, la pagheremo probabilmente anche bene, la inseriremo in un contesto lavorativo, culturale, ambientale, sociale, politico ed economico che probabilmente non ha mai visto e conosciuto. Diamo per scontato che siano competenti dei nostri giovani Molisani, ma speriamo che siano dei maghi, che capiscano al volo, che sappiano connettersi velocemente, che vadano in giro a guardare e valutare la realtà del territorio, magari che addirittura si mettano in ascolto di chi, lavorandoci, forse qualcosa può sapere e segnalare.

 Aggiungiamo, a questo fine, centinaia di migliaia di euro a quanto la gestione commissariale è costata e sta costando alle casse molisane. A noi, peraltro, piacerebbe sapere quanto, in modo analitico e documentato. Alla politica vorremmo però porre la domanda chiave: avremmo potuto farci dell’altro con queste risorse?

 Conclusione.

 Va tutto bene. Va bene che Draghi si ricordi che c’è anche il Molise. Va bene che il Ministro Speranza abbia preso in mano la cosa; da parte nostra ci ripromettiamo di far giungere a lui un dossier con dati, informazioni e idee progettuali e percorribili, immediatamente realizzabili nell’interesse dei cittadini molisani e, contemporaneamente, degli operatori della salute.

 Proprio quelle idee forti, proprio quei progetti di lungo respiro, proprio quella capacità di lettura dei bisogni e di progettazione degli interventi che da tempo chiediamo – voce che urla nel deserto – ad una giunta regionale del signor “son qui io, faccio tutto io”. Tra uno stornello con accompagnamento di chitarra ed una bevuta ai cento milioni che piovono da Roma, un po’ di dignità non guasterebbe. Magari per dire che, pagati i debiti che ci appesantivano, ora cominciamo a correre, sappiamo dove andare, il traguardo di una sanità di qualità e per tutti è alla nostra portata. E ci impegneremo, tanto più dopo questo gesto generoso, a non sfigurare.

 

 

Grande partecipazione alla manifestazione unitaria di CGIL, CISL e UIL

Una grande manifestazione quella che si è svolta a Bari stamane, conclusa dall’intervento di uno straordinario PierPaolo Bombardieri. Un mattinata calda,  non solo per la temperatura, in cui abbiamo chiesto al Governo di aprire un confronto con il sindacato, che sia continuo e non solo legato alle fasi dell’emergenza. Occorre avviare una stagione nuova, che veda programmazione e rilancio del Paese attraverso le risorse del Pnrr e sulle quali serve farsi trovare pronti anche a livello regionale. Poi i grandi temi della sicurezza sui luoghi di lavoro che non possono essere più luoghi di morte, dei rinnovi contrattuali, degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive. Ma anche della sostenibilità ambientale e della tutela dei più deboli.

Insomma, a Bari, come Firenze e Torino con CGIL e CISL ‘per’ e non ‘contro’. E soprattutto per ribadire che il sindacato è e sarà un un protagonista delle prossime sfide.

Anche una folta delegazione della UIL Molise alla manifestazione di Bari

Il 26 giugno a Bari ci sarà anche una folta delegazione della UIL Molise per proseguire il percorso di mobilitazione promosso da CGIL, CISL e UIL, iniziato un mese fa, per rivendicare la proroga al blocco dei licenziamenti almeno fino al 31 ottobre, insieme a una riforma degli ammortizzatori sociali, alle nuove politiche attive del lavoro e ad una vera e propria riforma fiscale. In aggiunta alle tematiche su: pensioni, scuola, sanità, non autosufficienza, occupazione donne e giovani, rinnovi contrattuali, salute e sicurezza.

Boccardo UIL: “Dopo i servizi di base, anche il 118 nella scure dei tagli”

Continua quotidianamente il bollettino sul ribasso dell’offerta sanitaria molisana! 

Adesso sembra che a farne le spese sarà il Servizio di emergenza territoriale 118 in quanto, causa mancanza di medici, vedrà alcune postazioni territoriali diventare “non medicalizzate”. 

In altre parole, alcune tra le attuali postazioni 118, gli ultimi presìdi rimasti sul territorio a garantire un tempestivo soccorso medico ai molisani, saranno privi della figura del medico, in quanto non ce ne sono da potervi impegnare. E tutto sarà lasciato sulle spalle delle Associazioni (come negli anni ’90) che coprono il servizio e che eroicamente svolgono il loro lavoro, in condizioni sempre precarie, con convenzioni mai adeguate, senza veder visto riconosciuto in maniera dignitosa il loro ruolo in sistema così delicato. 

Insomma, dopo vent’anni che è partito il 118 in Molise, nulla è cambiato, anzi! Si sta peggiorando. 

L’inerzia della politica regionale è inaccettabile, si continua a far finta di non vedere e sapere ma si continuano ad incassare risorse e a sottrarle ai territori. 

In questo periodo di pandemia ovunque si è avviato il potenziamento della medicina territoriale, mentre in Molise si fa il contrario, si cancellano pezzi importanti di quel poco esistente. Addirittura tra qualche anno, speriamo a pandemia finita, avremo anche un centro Covid dedicato! 

E continuano intanto i tagli generalizzati e selvaggi in sanità a danno dei tanti cittadini, prevalentemente anziani, che vivono nei comuni dell’entroterra ai quali resta solo da pagare le tasse per un servizio azzerato. E’ ormai noto a tutti che in Molise non solo non sono garantiti i livelli minimi essenziali di assistenza, ma come detto comincia a essere in affanno anche il servizio di emergenza territoriale, mentre la rete per l’emergenza delle patologie tempo dipendenti non è mai esistita. La pandemia, purtroppo, ha messo in evidenza una sanità pubblica fantasma che esiste solo sulla carta. 

Non ci resta che constatare che si continua a risparmiare e tagliare sulla pelle dei cittadini… ma la sanità non è un macello e la salute non è un mercato! Bisogna mettere in piedi un sistema sanitario pubblico integrato dal sistema accreditato, un sistema che punti innanzitutto al potenziamento del territorio e al rafforzamento delle strutture ospedaliere e non al depotenziamento a cui assistiamo da anni. 

Sentiamo nelle ultime ore proclami rispetto all’arrivo di economie nazionali ma purtroppo, invece che investirle nel potenziamento del sistema, saranno totalmente utilizzati per azzerare un debito che si ricrea ciclicamente per sostenere un sistema in perenne emergenza, con personale ridotto all’osso e stremato, ancor di più da quando viviamo il dramma del Covid. 

Ma quando tutto questo finirà, ci piacerebbe conoscere la programmazione del post pandemia della sanità molisana che non può essere solo la arrancata Torre Covid.

Avremo garantiti i LEA, oggi quasi inesistenti?  

E poi, le somme risparmiate con i tagli al territorio e ai presidi ospedalieri, chiusi o ridotti, dove sono finite se il debito nel frattempo è aumentato? 

Riusciremo a fare un concorso decente per reclutare personale medico da utilizzare nelle postazioni di emergenza 118? 

Boccardo, UIL: “Bene la stabilizzazione del personale impegnato sul sisma. Adesso si passi agli altri Enti”

Era il 20 dicembre quando plaudivamo alle parlamentari molisane dopo che venne  approvato in Commissione bilancio l’emendamento alla Manovra, da noi sollecitato a vari livelli, con l’inserimento del Molise (incomprensibilmente escluso), tra le Regioni che avrebbero potuto finanziare con risorse nazionali la stabilizzazione del personale che opera da anni nel cratere. Un riconoscimento per i nostri precari molisani, lo ricordiamo, stabilizzabili, che hanno lavorato per la ricostruzione post-sisma dal 2002 e che continuano ad operare in diversi uffici, con disparate mansioni”. Queste le parole della Segretaria generale della UIL, Tecla Boccardo, non appena ufficializzato il provvedimento.

 

“Oggi, a distanza di 5 mesi, possiamo affermare che quei precari saranno finalmente stabilizzati grazie a quel percorso previsto dalla legge di bilancio nazionale. Dopo anni di lotte, dunque, siamo soddisfatti per questo epilogo e ci aspettiamo che presto si apra uno spiraglio di luce anche per altre categorie di lavoratrici e lavoratori che da anni operano negli uffici pubblici, ma nei confronti dei quali nessuno si assume la responsabilità di parlare di stabilizzazione, nonostante gli strumenti normativi ed economici già lo permettano”.

 

“Adesso, prosegue la sindacalista, serve che si prosegua con le stesse modalità, attraverso le economie messe a disposizione dallo Stato, sia per potenziare i Centri per l’Impiego che per rafforzare gli uffici regionali, valorizzando e stabilizzando tutti i precari che vi operano all’interno, per i quali lo stesso decreto ‘ Madia’ prevede un percorso di stabilizzazione e autofinanziamento”.

 

“La politica ha il dovere di eliminare discriminazioni e diseguaglianze, valorizzare le competenze, offrire opportunità ai giovani anche per evitare lo spopolamento e l’emigrazione di giovani talenti, sul quale in tanti si riempiono la bocca di parole, ma che sui fatti nessuno – o quasi – fa nulla.

La stabilizzazione, infatti,  nel nostro caso, non solo rafforza il sistema pubblico ma ha anche lo scopo migliorare la vita lavorativa di centinaia di lavoratrici e lavoratori della regione e l’economia della regione stessa”.

 

“Dare dignità al lavoratore significa anche avere la capacità di valorizzarne il lavoro di qualità, per questo da anni siamo contro la precarizzazione e lottiamo per la stabilizzazione dei precari e riteniamo indispensabile la valorizzazione delle professionalità interne, anche attraverso le necessarie progressioni verticali già programmate,  perché con la valorizzazione e la stabilità del capitale umano possiamo avere un servizio pubblico più efficiente e pronto ad affrontare le sfide che oggi dobbiamo saper cogliere e mettere in campo per quel cambio di passo che i molisani aspettano da troppo tempo”.

 

“Lavorare sui fondi europei e il PNRR, anche in considerazione dei tempi ristretti a disposizione, non può lasciare spazio a leggerezze e distrazioni, puntualizza la leader UIL. Per questo proponiamo che per lavorare su queste ingenti risorse si utilizzino le competenze formate in anni di precariato dei tanti lavoratori a contratto dell’assistenza tecnica regionale, o dei servizi regionali e di protezione civile, piuttosto che procedere all’esternalizzazione dei servizi che indebolisce i lavoratori e i servizi, promuovendo e programmando anche per loro un concreto processo di stabilizzazione”.

 

“Riteniamo, conclude Boccardo, che una congiuntura economica, sociale e di complessità politica come questa, che dopo anni permette di stabilizzare pezzi importanti di servizi pubblici, oltre che di bandire concorsi, sia da sfruttare al massimo delle possibilità offerte”.