Dipendenti pubblici, Boccardo: “I più presenti sui posti di lavoro, ma tuteliamo la loro salute”

La UILPA nazionale, che si si occupa dei lavoratori delle PA, osserva quanto sia preoccupante l’aumento dei casi di positività al Covid-19 che si sta registrando negli uffici pubblici. Questo anche a causa di una fondamentale difficoltà nel gestire l’emergenza nei luoghi di lavoro. Rientri di personale mal coordinati, sanificazioni e fornitura di DPI assenti, noncuranza e superficialità nel gestire situazioni di emergenza conseguenti ai casi di positività. Così la Segretaria della UIL Molise Tecla Boccardo che sottolinea come “Rispetto al protocollo sottoscritto dalle Organizzazioni Sindacali e dal Ministro della Pubblica Amministrazione, che prevede di concordare i percorsi con le rappresentanze dei lavoratori, sono ancora troppe le Amministrazioni reticenti che, oltre al tentativo di imporre decisioni unilaterali, si stanno rivelando non all’altezza di governare le situazioni di emergenza e protezione”.

 

La questione,  prosegue Boccardo , riguarda da vicino anche i dipendenti pubblici molisani che restano in attesa, nelle singole realtà lavorative, di indirizzi più chiari, parametrati sulle necessità, sulle esigenze e sulle strutture, compresa la riorganizzazione funzionale in smart working.

In alcuni uffici, ad esempio, si è arrivati alla mobilitazione del personale proprio perché non si intravedono soluzioni alle legittime richieste del personale.

Come UIL, a ogni livello, abbiamo più volte avuto modo di sottolineare che l’Italia nei mesi del lockdown ha funzionato anche grazie a questi lavoratori e ricordiamo la  lor volontà  che dallo Smart working sono rientrati in servizio, considerata la grande importanza e responsabilità della macchina pubblica in una fase emergenziale come quella che stiamo attraversando. Ma a patto che restino ferme le necessarie condizioni di sicurezza e di tutela della salute, non soltanto per i dipendenti ma anche per i cittadini.

 

Dunque, anche alla luce dell’attuale situazione di incertezza, con un futuro ambiguo rispetto all’andamento del virus e dei contagi, senza contare il prossimo arrivo dell’influenza stagionale, urge programmare nel dettaglio il rientro e le turnazioni dei lavoratori, con le relative  modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative, per la pianificazione delle operazioni di sanificazione, di distribuzione dei dispositivi individuali di protezione e soprattutto dell’impostazione degli interventi necessari nell’eventualità di insorgenza di casi di positività.

 

E proprio sull’impatto dello smart working nel Pubblico impiego, ricorda Boccardo, rileviamo grazie ad un nostro studio nazionale che poco più del 16% dei dipendenti pubblici ne ha beneficiato,  contro il 58% delle grandi imprese, rimarcando come questo istituto abbia interessato in modo prevalente il mondo del lavoro privato.

Oggi però, è necessario adoperarsi per ottenere risultati concreti ed efficienti in termini di funzionalità della Pubblica Amministrazione, anche con riferimento all’applicazione e individuazione chiara e immediata delle funzioni attivabili in Smart Working, il quale necessita di regolamentazione e di dotazioni strumentali appropriate oltre che un’idonea formazione.

 

Stiamo entrando in una fase di ulteriori limitazioni, per evitare di ricadere nelle circostanze di aprile.

Ebbene, considerato che la macchina della PA non può permettersi rallentamenti nella fase di rilancio del paese e i suoi dipendenti – per quanto continuino comunque a essere additati tra privilegiati nonostante questa forte testimonianza di dedizione e responsabilità resa ai tempi del COVID – chiediamo che chi ha potere decisionale, a ogni livello, si assuma le proprie responsabilità e metta in campo strumenti idonei.

 

Il sindacato, conclude la leader della UIL,  è pronto a discutere e ridisegnare ogni percorso utile affinché i lavoratori pubblici siano tutelati e messi nelle condizioni di continuare a operare in sicurezza o se necessario da casa, al pari di qualsiasi altra categoria di lavoratori.

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