Molise: dove le opportunità vere … non interessano

“A Roma pensano in grande, peccato che da noi ci si arrabatti quotidianamente nelle nostre piccolezze. E ci sia, soprattutto, distrazione. Rischiamo così di perdere la più grande opportunità di aiuto alla crescita che in Italia ed in Europa sia mai passata.” Così Tecla Boccardo, leader sindacale, che guarda con interesse all’intenzione della politica nazionale di dare priorità alla riduzione dei divari territoriali con le risorse provenienti dal Recovery Fund.

“Ovviamente, come Sindacato, adesso ci aspettiamo che dalle parole si passi ai fatti e che nel ‘piano nazionale per la ripresa e la resilienza’ per programmare le risorse dei fondi europei inerenti la “Next Generation Eu”, le risorse destinate a ridurre il divario siano superiori alla clausola del 34% (la parte di fondi che dovrebbe essere destinata al Sud, percentuale che negli anni ben di rado è stata assicurata). Infatti, il Mezzogiorno rischia di pagare un prezzo elevato e insopportabile per gli effetti della crisi sanitaria ed economica. Basti pensare al nostro Molise fra la sanità della mancata programmazione e le aziende piccole e grandi in difficoltà o del tutto chiuse. Ma a nessuno pare importare nulla e una programmazione della ripresa economica e occupazionale non è certo la priorità dei politici nostrani.”

 Invece, a parere della Segretaria generale della UIL:“La fiscalità produttiva di vantaggio è una prima positiva ma non esaustiva risposta, anche se anche altro occorre per dare robustezza al sistema produttivo, occupazionale e sociale del Mezzogiorno. Il Sud ha bisogno di investimenti e di pianificazione progettuale per indirizzare le risorse. Occorre puntare su una concentrazione degli investimenti con poche priorità in grado di generare lavoro e buona occupazione, con risorse destinate alla tenuta sociale ed alle grandi opere infrastrutturali materiali e digitali. Per chi si muove, per studio o per lavoro, per turismo o per esportare i prodotti agricoli o della nostra manifattura, è necessario un grande piano di opere sulla cosiddetta viabilità secondaria e il trasporto locale pubblico sostenibile per dare risposte efficienti ai pendolari e affrontare la sfida dimensionale delle imprese e la loro internazionalizzazione, anche attraverso una strategia di politica industriale più robusta e orientata nel medio e lungo periodo.”

 “In una regione come la nostra, poi, è necessario un grande piano di rigenerazione amministrativa che preveda un piano straordinario di assunzioni, di aggiornamento degli attuali dipendenti e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.Questa, infatti, non deve essere considerata un peso morto, laddove deve diventare il volano della ripresa. Certo, si fa fatica a crederci in un contesto dove molti tecnici, quelli che sapevano di fondi comunitari e di investimenti sono stati lasciati a casa la settimana scorsa.”

 Boccardo sintetizza: “Per fare tutto questo oggi ci sono soldi, strumenti, disponibilità nazionali ad accompagnare le politiche di sviluppo che le regioni mettono a fuoco. C’è anche l’interesse delle parti sociali, sindacali e datoriali, a fare la propria parte per orientare, condividere, monitorare, facilitare i percorsi. Se solo ci fosse un po’ più di orgoglio nei nostri politici …, se solo ci fosse la capacità di ascoltare, confrontarsi con i ministeri, utilizzare esperienze d’altri…, se la smettessimo una buona volta di stare a lamentarci… sarebbe fatta. O almeno ci proveremmo.” 

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