Abolire, o almeno ridurre drasticamente, le “tasse occulte”

“Non soltanto IRPEF, IVA, IMU, Addizionali IRPEF Regionali e Comunali, IRAP, Accise sui carburanti, Bollo Auto e chi più ne ha più ne metta. Nel Paese delle cento tasse, ve ne sono alcune “ignote”, che spesso i cittadini non sanno nemmeno di pagare oppure non conoscono l’Ente che le incassa.” Questo denuncia Tecla Boccardo, leader della UIL, nel presentare uno studio del Sindacato nazionale che rivela come ci siano ben cinque forme di prelievo dalle tasche dei cittadini, questa volta attraverso le bollette del gas, della TARI, o sull’Assicurazione oppure al momento di acquistare un’auto o uno scooter. “Parliamo di imposte che sono delle vere e proprie “tasse sulle tasse”: Arisgam, IRBA, TEFA, IPT, Imposta RC Auto. Quanti conoscono queste sigle? Forse nemmeno i nostri amministratori regionali e provinciali, che pure gestiscono le casse che raccolgono migliaia di euro, presi direttamente dalle tasche dei cittadini molisani.”

Ma andiamo con ordine e rendiamo evidenti anche gli importi di nostra competenza di queste tasse occulte.

ARISGAM. È l’Addizionale Regionale sul consumo del gas metano sia per usi domestici che per usi industriali. È stata istituita nel 1990 e il Decreto legislativo sul federalismo fiscale prevede che è facoltà delle Regioni abolire tale imposta o sostituirla con altri tributi. L’entità del tributo viene stabilita dalle Regioni, che possono legiferare aumenti che vanno dal minimo di 5,50 euro ad un massimo a 30,98 euro ogni mille metri cubi di gas consumato. Da una analisi della UIL, per le Regioni si tratta di un introito di 470 milioni di euro l’anno. La regione Molise preleva, per questa via, dai redditi dei suoi abitanti: 2.720.476 euro!

Imposta Regionale Benzina Autotrazione (IRBA). A concorrere al prezzo (alto) dei carburanti, oltre alle accise nazionali vi è quest’altra tassa, “Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione”.  L’IRBA, che riguarda le Regioni a statuto ordinario ed è stata introdotta nel 1990, si applica sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nel territorio regionale, ivi compresi quelli destinati ad uso privato. La misura dell’IRBA è determinata in euro 0,0258 per litro di benzina (2,58 centesimi ogni 100 litri di carburante). Attualmente è in vigore solo in sette Regioni, il Molise fra queste: 741.661 euro!

IMPOSTA PROVINCIALE DI TRASCRIZIONE, che è stata istituita con il Dlgs 446/1997, si applica su tutte le formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione relative ai veicoli, richieste al Pubblico registro automobilistico (PRA). La paghiamo, ad esempio, quando acquistiamo un veicolo, con iscrizione o cancellazione di ipoteca legale a favore del venditore, quando ne trasferiamo la proprietà, …  Ogni Provincia può deliberare l’aumento delle tariffe dell’imposta fino ad un massimo del 30%. Per le Province si tratta di un introito, di 1,7 miliardi di euro. A Campobasso si incassano 5.878.000 euro, 2.400.000 euro in provincia di Isernia.

IMPOSTA SULLE ASSICURAZIONI CONTRO LA RESPONSABILITÀ CIVILE VEICOLI. Dal 1999 è devoluto alle Province il gettito dell’imposta sulle assicurazioni RCA derivanti dalla circolazione. L’imposta si applica sulle polizze assicurative dei veicoli a motore (esclusi i ciclomotori) dove hanno sede i PRA nei quali i veicoli sono iscritti e di macchine agricole nel cui territorio risiede l’intestatario della carta di circolazione. Il decreto sul federalismo fiscale ha stabilito che, dal 2011, le Province possano modificare in alto ed in basso l’aliquota di base del 3,5% (aliquota massima 16%). Attualmente se si escludono 2 province (L’Aquila con il 14,5% e Aosta con il 9%), tutte le altre province applicano l’aliquota massima del 16%. Secondo i calcoli della UIL, Servizio Politiche Territoriali, le Province incassano ogni anno circa 2,2 miliardi di euro. Alla provincia di Campobasso questa tassa rende 6.254.000, a quella di Isernia 3.300.000 euro.

TRIBUTO PER L’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI TUTELA, PROTEZIONE ED IGIENE DELL’AMBIENTE. Il tributo è applicato alle tariffe e/o alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, commisurato alla superficie degli immobili assoggettati dai Comuni alla TARI. È stato istituito nel 1992, abrogato e poi ripristinato con il federalismo fiscale. L’aliquota è stabilita annualmente dalla Provincia, con aliquota minima dell’1% fino ad un massimo del 5%. Attualmente la stragrande maggioranza delle Province applica l’aliquota del Tributo Provinciale Ambientale più alta (5%). Da questo tributo le Province ogni anno incassano 414 milioni di euro. Per la Provincia di Campobasso si tratta di circa un milione e mezzo di euro, per quella di Isernia si arriva a 362.000 euro.

“In totale, secondo i nostri calcoli, per le Regioni e Province si tratta di un introito annuo di 4,9 miliardi di euro. Ma, nel nostro piccolo, anche da noi non si scherza: quasi tre milioni e mezzo di entrate per la Regione Molise, più di tredici milioni e mezzo per la Provincia di Campobasso, sei milioni di euro anche alla Provincia di Isernia.” Chiosa la Boccardo. “Per i nostri cari amministratori locali, che tanto dicono di avere a cuore gli interessi dei concittadini e l’impegno a far sì che il Molise diventi un territorio attrattivo di nuovi abitanti e di imprenditori, ecco un’impresa in cui cimentarsi: si rileggano le norme, vedano quanto e come si possono tagliare queste “tasse occulte”, migliorino, anche per questa via, la quantità di reddito e la qualità di vita dei molisani. Oppure non facciano nulla “perché questi soldi ci servono, perché non è il momento, perché non ce la sentiamo, …”, ma almeno abbiano il coraggio di dirlo. Ne guadagneremmo tutti almeno in trasparenza. Altro che tasse occulte.”

CONDIVIDI