SE GARANZIA GIOVANI NON VA, IL MOLISE SI FERMA E I MIGLIORI EMIGRANO

In Molise, secondo l’ultimo rapporto del programma “Garanzia Giovani”, aggiornato al 14 luglio 2016, sono quasi 9 mila i giovani che si sono registrati al programma, equamente divisi tra ragazzi e ragazze. Il 63,1% del totale sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego, a fronte di una media nazionale del 66,1%. Pochi i giovanissimi: 453 ragazzi e ragazze di età fino a 18 anni, quasi la metà (4.366 unità) sono giovani maggiorenni fino a 24 anni, il 45,2% (3.972 unità) sono ragazzi e ragazze di età compresa tra i 25 ed i 29 anni. Interessanti i dati che riguardano l’indice di profilazione dei giovani presi in carico (a seconda della classe di possibile avvio al lavoro sono stabiliti anche gli importi degli incentivi per le assunzioni): in Molise il 90% dei giovani presi in carico presenta un indice di profilazione medio alto e alto, il che vuol dire più difficoltà di inserimento lavorativo. Ma troppe cose non vanno nel programma “Garanzia giovani” come realizzato in Molise Per quanto riguarda gli impegni di spesa la Regione Molise, dopo due anni di operatività del piano, ha impegnato 3,9 milioni di euro, poco più della metà delle risorse assegnate. Mentre per quanto riguarda la spesa, abbiamo rendicontato quasi esclusivamente per tirocini utilizzando un quinto delle risorse disponibili. Insomma, le risorse ci sono ma vengono impegnate e spese con ritardi che vanno assolutamente superati. Il programma, che ha preso avvio nel mese di maggio del 2014, su una dotazione finanziaria complessiva di 1,5 miliardi di euro, in Molise può contare su quasi 7,7 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri fondi pari a 2 milioni di euro, provenienti da risorse comunitarie e nazionali. In particolare, in Molise, per l’accoglienza e l’orientamento sono previsti 823 mila di euro (il 10,7% del totale delle risorse); per percorsi di formazione 1,2 milioni di euro (il 15,6% del totale); per azioni di accompagnamento al lavoro 250 mila di euro (il 3,3% del totale); per l’apprendistato 150 mila euro (il 2% del totale); per i tirocini 3,5 milioni di euro (il 45,6% del totale) e sono praticamente gli unici soldi che stiamo utilizzando; per il servizio civile 900 mila euro (l’11,7% del totale); per favorire l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità 650 mila euro; (l’8,5% del totale); per il bonus occupazionale 200 mila euro (il 2,6% del totale). L’idea di fondo del Programma Garanzia Giovani, è condivisibile, ma le azioni messe in campo registrano “performance” altalenanti, considerando il fatto che la disoccupazione giovanile (15-24 anni), è al 42,7%, mentre quella 15-29 anni è al 36,5%; il tasso di occupazione 15-24 anni è all’11,7%, mentre quello 15-29 anni è al 21,7%.” Snocciola così i dati del disagio occupazionale giovanile la UIL. Serve certamente un deciso cambio di passo per la continuazione del programma con adeguati finanziamenti volti a riqualificare, soprattutto, i Servizi per l’impiego. Infatti, è fondamentale per la buona riuscita di Garanzia Giovani, che a monte vi siano servizi per l’impiego efficienti ed efficaci e che vi sia il reale coinvolgimento del mondo delle imprese e della scuola. La spesa e gli investimenti in tema di politiche attive e di potenziamento della rete dei servizi per l’impiego resta insufficiente e, assolutamente, sottodimensionata rispetto alle funzioni che vengono assegnate. Basti pensare, che le recenti riforme del Lavoro (Jobs Act) impegnano con forza i centri per l’impiego pubblici a seguire milioni di disoccupati, relazionarsi con centinaia di migliaia di imprese, seguire i ragazzi di Garanzia Giovani, chi sta in Cassa integrazione e coloro che potranno accedere ai programmi contro la povertà. Non fosse, però, che in Molise vi sono 3 centri per l’impiego con 83 addetti di cui solo la metà a tempo indeterminato, il resto degli operatori sono o collaboratori o tempo determinato senza contratto. La loro è un’attività mal pagata e disagiata per la provvisorietà in cui vivono nell’attesa di passare all’ANPAL le strutture , inoltre, sono sotto dimensionate: nel 2015 sono state presentate 20.352 domande di immediata disponibilità, ossia una media di 245 pratiche per operatore. Chissà cosa accadrebbe se ai centri per l’impiego si rivolgessero tutti i disoccupati molisani: oltre 15 mila persone.” Da noi, i centri per l’impiego funzionano senza investimenti in risorse umane e con strumenti non adeguati in relazione ai vecchi e nuovi compiti assegnati. Per questo la UIL ritiene non più rinviabile un piano straordinario di investimenti con l’utilizzo di risorse ordinarie e dei fondi comunitari. O ci spicciamo a far funzionare gli strumenti che abbiamo e a rendere efficaci le politiche di Garanzia giovani oppure il Molise si ferma e i giovani continueranno ad emigrare.
Sullo stesso tema, ecco la dichiarazione di Guglielmo Loy di quest’oggi: Prima di chiedere il rifinanziamento, fare analisi approfondita
Il sindacato sarà in prima fila nel sostenere il rifinanziamento del programma «Garanzia giovani» presso la commissione Europea, ma è necessario, innanzitutto, rendere ancor più trasparente il bilancio, a due anni dall’inizio dello stesso programma, di come e quanto ha funzionato. A fronte di oltre 945.000 ancora iscritti e dei circa 733.000 presi in carico dai servizi per l’impiego non c’è, ad oggi, un’analisi cruda sulle 363.000 proposte fatte ai ragazzi e alle ragazze. E a quanti, tra essi, è stato offerto un impiego, stabile o temporaneo. Sembra, infatti, al di là di alcune positive esperienze “regionali”, prevalere il “tirocinio” come offerta principale. Se così fosse sarebbe opportuno sia rivedere dalle fondamenta il programma Garanzia Giovani sia, soprattutto, riscrivere le regole dei tirocini non curriculari (fuori dal ciclo di studi). Insieme ai voucher, infatti, questo importante strumento sembra sfuggito di mano e sembra nascondere, spesso, rapporti di lavoro “normali” con grave danno ai ragazzi e alle ragazze. Con la beffa che ciò avviene con i soldi del contribuente. Governo e Regioni colgano questa occasione per ridefinire le modalità di utilizzo del tirocinio riportando questa opportunità alla sua finalità: vera esperienza di primo incontro con l’ambiente di lavoro coerente, se possibile, con i cicli di studio avuti.2525
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