Un momento di confronto importante in occasione dell’Esecutivo Nazionale UIL
L'incontro tra UIL e Monsignor Fisichella mette al centro la dignità e la sicurezza sul lavoro, con l'obiettivo condiviso di zero morti. Un dialogo fondato su valori comuni per rimettere la persona al centro del progresso sociale.

Un momento di confronto importante in occasione dell’Esecutivo Nazionale UIL, presso il centro convegni Bruno Buozzi, grazie alla presenza di Monsignor Rino Fisichella, nel segno dei valori comuni e dell’impegno sociale che da sempre caratterizzano l’azione della nostra organizzazione.Per noi, la presenza di Monsignor Fisichella, ha un’importanza fondamentale perché ci permette di confrontarci su alcuni temi centrali che toccano profondamente sia il mondo del lavoro, sia la riflessione della Chiesa: la persona, il lavoro, la dignità, la speranza. La UIL è un sindacato laico, autonomo e riformista, ma la sua laicità non è mai indifferenza verso i valori della persona. Crediamo che il dialogo con la Chiesa e con Monsignor Fisichella sia un momento prezioso per riflettere su come un sindacato debba interpretare e affrontare questioni fondamentali del nostro tempo. Quando parliamo di giustizia sociale, lavoro e solidarietà ci ritroviamo, spesso, su valori che sono anche alla base della dottrina sociale della Chiesa.Il primo grande tema è il lavoro, inteso come dimensione centrale della vita. Oggi si passa più tempo al lavoro che in famiglia o in qualsiasi altro ambito e, non a caso, la dottrina sociale della Chiesa attribuisce al lavoro un valore essenziale: è ciò che consente alla persona di partecipare pienamente alla vita della società. Quando però il lavoro diventa povero e precario, viene meno la possibilità di progettare il futuro, si colpiscono la serenità, la vita e la speranza delle persone.Da qui nasce la necessità di parlare di tutela della vita a partire dalla sicurezza sul lavoro. Senza la difesa della vita, tutto il resto diventa inutile. Nel nostro Paese, ogni anno, muoiono più di mille persone. Per noi l’obiettivo deve essere uno solo: zero morti sul lavoro. Per questo abbiamo portato mille bare nelle piazze più importanti d’Italia come gesto forte e simbolico. Alcune bare avevano la croce altre no perché non tutte le vittime erano cattoliche: volevamo rappresentarle tutte, senza distinzioni. Le morti sul lavoro non sono incidenti ma, spesso, il risultato di scelte precise: aumentare il profitto risparmiando sulla sicurezza. Serve più prevenzione così come più formazione e più responsabilità da parte di tutti. Difendere la vita significa difendere la dignità delle persone.La dignità passa però anche dalla difesa del salario e da condizioni di lavoro che garantiscano una vita dignitosa. I dati più recenti, come quelli diffusi da Oxfam, ci dicono che la povertà è in aumento e sappiamo che, anche le analisi della Chiesa, confermano questa tendenza. Oggi i salari non tengono il passo con il costo della vita. Per questo rivendichiamo con forza il ruolo della contrattazione collettiva per noi lo strumento fondamentale per recuperare il potere d’acquisto e ridare dignità al lavoro.Un altro valore centrale e condiviso è la libertà. Anche per la Chiesa la libertà associativa è un valore fondamentale perché risponde al bisogno delle persone di unirsi, di stare insieme, di costruire solidarietà, di aiutarsi reciprocamente. Sono valori che la Chiesa vive ogni giorno e anche la UIL pratica concretamente. Il nostro sindacato vive delle scelte libere delle persone: siamo indipendenti da ogni partito e cresciamo ogni giorno grazie a oltre due milioni di iscritti che ci scelgono liberamente. Questo ci consente di essere un’organizzazione realmente rappresentativa, radicata nei luoghi di lavoro e nei territori, capace di ascoltare, dialogare e stare vicino alle persone. Per questo chiediamo regole più certe sulla rappresentanza garantendo una reale e trasparente tutela dei lavoratori.La solidarietà è il filo rosso che accompagna costantemente il nostro agire quotidiano: una solidarietà concreta, che si fa carico delle fragilità e non lascia indietro nessuno. Infine, ci sono le grandi sfide del nostro tempo: le transizioni economiche, sociali e tecnologiche. Penso in particolare all’intelligenza artificiale e ai profondi cambiamenti che sta portando nel mondo del lavoro. Sono processi che non possono essere subiti, ma devono essere governati con intelligenza, responsabilità e attenzione alla persona affinché il progresso non diventi nuova fonte di disuguaglianza ma occasione di crescita per tutti.
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