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29 giugno 2026

IMU, UIL Molise: a Campobasso e Isernia il peso resta sostenibile, ma si somma a salari bassi e fisco regionale tra i più cari d'Italia

L’IMU in Molise è tra le più basse d’Italia, ma non per questo pesa meno sui cittadini. Per la UIL Molise, il vero problema è il divario tra redditi e pressione fiscale: salari tra i più bassi del Paese, un’addizionale IRPEF regionale tra le più elevate e un mercato immobiliare debole rendono il carico fiscale tutt’altro che leggero.

IMU, UIL Molise: a Campobasso e Isernia il peso resta sostenibile, ma si somma a salari bassi e fisco regionale tra i più cari d'Italia

In vista della scadenza dell'acconto IMU, lo studio del Dipartimento Stato Sociale, Politiche Economiche Fiscali e Previdenziali della UIL nazionale fotografa una fiscalità immobiliare profondamente diseguale sul territorio, legata più alle scelte dei Comuni e a un catasto ormai datato che alla reale capacità contributiva dei cittadini.

Guardando ai capoluoghi molisani, i numeri non destano allarme: a Campobasso l'IMU sulle seconde case costa in media 844 euro l'anno (422 di acconto), sotto la media nazionale di 979 euro; sulla prima casa di lusso il prelievo è di 890 euro, anch'esso inferiore alla media nazionale di 932. A Isernia il dato è ancora più contenuto: 730 euro annui per le seconde case e appena 416 per le prime case di lusso, tra i valori più bassi rilevati nello studio a livello nazionale.

"Si tratta di numeri che, presi isolatamente, non raccontano un'emergenza fiscale locale", spiega il Segretario Generale UIL Molise Gianni Ricci. "Ma sarebbe un errore leggerli senza il contesto in cui vivono i molisani. La pressione fiscale di un territorio non si misura solo sull'aliquota IMU, ma sul rapporto tra quello che si paga e quello che si guadagna. E qui la fotografia cambia radicalmente".

Il Molise, infatti, resta tra le regioni con le retribuzioni medie più basse d'Italia, in coda alla classifica nazionale insieme a Basilicata e Calabria, in un contesto in cui i salari reali italiani non hanno ancora recuperato il potere d'acquisto perso con l'inflazione degli ultimi anni. A questo si aggiunge un'addizionale regionale IRPEF tra le più elevate del Paese, che pesa proporzionalmente di più su stipendi e pensioni già modesti.

"Un'IMU 'leggera' su salari leggeri non è un sollievo, è semplicemente un'altra faccia della stessa fragilità economica regionale", continua Ricci. "I molisani pagano meno IMU perché il mercato immobiliare locale vale meno, non perché vivano in un territorio favorito: lo stesso euro pesa molto più sulle nostre buste paga che altrove. È la somma tra fisco regionale alto e redditi bassi a determinare la vera sofferenza fiscale del Molise, non la singola voce IMU."

La UIL Molise rilancia quindi le richieste della UIL nazionale: una riforma strutturale che rafforzi la progressività dell'imposizione, alleggerisca il carico su lavoro e pensioni, contrasti l'evasione e aggiorni i valori catastali senza determinare aumenti automatici del prelievo, garantendo invarianza di gettito e tutela delle fasce più esposte. "Per il Molise serve soprattutto politica industriale, occupazione di qualità e investimenti che facciano crescere i salari: solo così la pur contenuta pressione IMU non continuerà a sembrare, nei fatti, un ulteriore salasso", conclude Ricci.

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