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11 febbraio 2026
ITAL UIL Nazionale

Disabilità, sperimentazione al via a Campobasso. Uil: servono politiche e investimenti

Dal 1° marzo la provincia di Campobasso sperimenterà la nuova disciplina sull’accertamento della disabilità. Nel confronto tra UIL, INPS e INAIL è emersa la necessità di investimenti e supporto umano affinché la digitalizzazione della riforma non lasci indietro le persone più fragili.

Disabilità, sperimentazione al via a Campobasso. Uil: servono politiche e investimenti

Oggi a Campobasso, in Molise, abbiamo fatto 𝗶𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗶𝗽𝗹𝗶𝗻𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹'𝗮𝗰𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, ormai entrata in una fase decisiva di sperimentazione includendo, a partire dal 1° marzo, anche tutta la provincia di Campobasso. E 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼, non si sta modificando solamente l'aspetto procedurale: 𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲. La sperimentazione può diventare un modello virtuoso di inclusione sociale ma 𝗼𝗰𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 per riconoscere il valore di ogni persona. Le persone con disabilità non possono continuare ad essere percepite come soggetti passivi del Paese afferma Gianni Ricci, Segretario Generale della UIL Molise. Ecco allora la domanda da porsi: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮?È da qui che dobbiamo iniziare una vera riflessione perché 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲. È 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲.È un progetto ambizioso che ha bisogno di un'ampia rete di soggetti coinvolti per funzionare realmente, sottolinea Daniele Bernacchi, il nuovo Direttore Regionale INPS del Molise presente oggi al confronto tecnico insieme anche al Direttore Regionale dell'INAIL, Rocco Del Nero, che ci ha evidenziato il lavoro dell'Istituto nella regione.E come ci ricorda Alessandro Germoni, responsabile degli sportelli VIS ITALUIL, 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝘃𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼, positivo, al tema della disabilità dove la persona viene considerata nel rapporto con l'ambiente circostante di vita. Ma nel farlo è importante riconoscere che è stato spostato il baricentro sulla relazione diretta tra cittadino e piattaforma. Che cosa significa oggi?𝗖𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗵𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗼 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲, 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗿𝗺𝗼. Una semplificazione che ha reso, purtroppo, il rischio attuale visto che gli stessi dati INPS hanno evidenziato una perdita di tutela su oltre 80.000 certificati. Indubbio che dietro la riforma ci sia anche una precisa idea di patronato e della società, sostenuta dalla Ministra Locatelli, che non può appartenerci afferma con decisione il nostro Presidente Giuliano Zignani. Un'idea che a volte sembra voler arricchire solo alcuni, a discapito del benessere delle persone. E il nostro ruolo come patronato, invece, non può prescindere dall'essere 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗲𝗱 𝗲𝗾𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹'𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 e trovare in noi un punto di riferimento per i diritti e i bisogni reali. 𝗟𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗲 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼. E per riuscirci occorrono seri investimenti in infrastrutture e personale dedicato, come fortemente ribadito dal Segretario Confederale Uil Stato Sociale, Politiche Economiche e Fiscali, Immigrazione, Santo Biondo.L'Italia è già un modello virtuoso in Europa sul tema della disabilità ma è importante incentivare una maggiore collaborazione, presenza territoriale e competenza. Noi faremo la nostra parte quale presidio di prossimità, perché i 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗼𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶. Devono dipendere dal bisogno reale delle persone.𝗟𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 non può essere un'opzione.𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲.

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